Riceviamo dalla nostra lettrice che ci prega di diffondere:

“Vorrei che questa mia lettera venisse pubblicata per mettere in guardia tutti i vostri lettori:
Ieri sera mi trovavo fuori un locale sito in viale Triste quando, intorno alle 22:30, un flusso di gente si รจ radunata sull’altra parte della strada per prestare soccorso ad un bambino e al suo papร (apparentemente) investiti sulle strisce pedonali da un ragazzo che aveva impegnato la carreggiata in corrispondenza della fontana di Giugno.
Presi dalla curiositร , mossi anche da un senso civico e umano, io e parte della comitiva ci siamo avvicinati per constatare cosa fosse successo e in caso, prestare, o chiamare i, soccorsi.
Bene… La scena mi ha insospettita subito perchรฉ il fratellino del bambino investito (poteva avere circa 10 anni) aveva in mano lo smartphone con i soccorsi giร allertati e ai quali dava indicazioni abbastanza dettagliate come se stesse recitando la poesia di San Martino.
Ciรฒ che mi ha lasciata basita era la luciditร che permetteva al bambino stesso di mantenere il controllo della situazione mentre la mamma si dimenava di fianco al padre buttato sulla panchina col volto sanguinante. In tutto ciรฒ, l’altro bambino, (quello investito forse) stava accanto alla madre cercando di capire e dare un senso a quella scena tanto reale quanto teatrale.
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L’autista della macchina, invece, era basito, spaesato. Non riusciva a spiegarsi di quanto accaduto. Nell’attesa dei soccorsi una signora per bene raccontava la scena a cui aveva assistito. Ossia il padre e il bambino si erano buttati volontariamente contro la macchina ma ha preferito tacere e non dare alcuna testimonianza per ragioni tanto condivisibili quanto piene di omertร .
Non so bene la realtร dei fatti ma una cosa รจ certa: le persone investite avevano atteggiamenti sospetti.
Spero che quanto scritto possa essere utile per dire a tutti coloro che stanno alla guida di prestare molta attenzione soprattutto ai pedoni.
Tempo fa leggevo che una situazione analoga si verificava periodicamente vicino la ragioneria sita in via Popilia quando una donna di nazionalitร rumena si scaraventava contro le auto per speculare sulle assicurazioni.
Stiamo sempre vigili e attenti. L’essere umano, per soldi, รจ in grado di mettere a rischio persino la vita degli altri.”
(Lettera firmata)
Questo il post al quale si riferisce la nostra lettrice:












