La nostra lettrice Valentina vuole condividere la sua esperienza con noi:

“Partorire nel bel mezzo di una pandemia ha significato per molte donne ritrovarsi lontane dagli affetti più cari, nel momento in cui più ne avrebbero avuto bisogno.
Voglio raccontare la mia esperienza non per suscitare compassione bensì per dare onore e merito a 2 operatrici sanitarie che con dedizione e grande professionalità mi hanno supportata in questo difficile percorso.
La mia bambina è nata all’Annunziata di Cosenza in pieno picco pandemico, in ospedale si respirava aria di terrore, tutti tesi, nervosi.
Mi sono ritrovata in una situazione surreale, ero felice di stringere tra le braccia l’amore più grande della mia vita ma allo stesso tempo ero terrorizzata.
Paralizzata a letto dopo un taglio cesario non mi sentivo in grado di gestire la piccola da sola e mi rammarica sottolinearlo, ma “da sola” è la parola giusta visto che la puericultrice di turno non ha dimostrato la minima sensibilità nei miei confronti.
Il giorno dopo il parto, per una serie di circostanze, ho avuto un crollo psicologico che ho superato solo grazie a Hilde M. che a mio avviso è la colonna portante del reparto. Non la conoscevo ma appena l’ho vista arrivare cantando l’inno del Cosenza, ha suscitato in me una sensazione positiva.
È grazie a lei ed alla sua collega Gisella se io sono riuscita a non sprofondare. Con amore e dedizione, proprio come avrebbero fatto una mamma e una sorella, hanno fatto sì che io riuscissi a reagire e a gestire la piccola.
Se io allatto e grazie a loro. Hanno dimostrato non solo grande umanità ma, cosa da non sottovalutare, anche grande professionalità. Io ci tengo a ringraziarle pubblicamente e a dire loro che, come me ci sono tante altre mamme a cui sono rimaste nel cuore.
Non vi dimenticherò mai.“
Valentina R.











