Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione di un nostro lettore:

“Scrivo per raccontare quanto mi è accaduto recentemente in un noto laboratorio di analisi di Cosenza, dove io e mia moglie abbiamo effettuato gli stessi esami del sangue a distanza di circa dodici giorni.
Io ho eseguito le analisi senza prescrizione medica, mentre mia moglie le ha effettuate con la prescrizione del medico e quindi tramite il sistema del Servizio Sanitario Nazionale. Con grande sorpresa, confrontando le ricevute, ho scoperto di aver pagato quasi il triplo rispetto a quanto pagato da mia moglie per esattamente gli stessi esami.
Ho voluto verificare nel dettaglio i costi e ho confrontato il prezzo di ogni singolo esame… e lo trovo scorretto. Ritengo che i cittadini debbano essere informati con chiarezza sulle diverse modalità di accesso alle prestazioni e sui relativi costi, perché solo conoscendo tutte le opzioni è possibile scegliere consapevolmente.
In generale, molti laboratori privati offrono infatti sia prestazioni in convenzione sia in regime privato, con prezzi che possono risultare anche inferiori o equivalenti al ticket sanitario; tuttavia questa possibilità non sempre viene illustrata in modo esplicito agli utenti.
A mio avviso, la mancata informazione sulle diverse opzioni tariffarie rischia di configurarsi come un comportamento poco trasparente nei confronti del cittadino-consumatore.
La normativa a tutela dei consumatori, applicata e vigilata anche dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, prevede infatti che l’utente sia messo nelle condizioni di conoscere chiaramente prezzi, alternative disponibili e modalità di accesso ai servizi, evitando omissioni che possano influenzare le scelte economiche del paziente.
Per questo motivo ho deciso di segnalare pubblicamente quanto accaduto, affinché situazioni simili non passino inosservate e venga garantita maggiore trasparenza nei confronti degli utenti.”
(Lettera firmata)










