Lettere 2.0: “Impossibile fittare casa a Cosenza… e contratti che inspiegabilmente «non si possono fare»…!”

affittasi

Riceviamo le parole della nostra lettrice Marika:

“Affittare casa è diventato un’impresa disperata e nessuno sembra volerlo ammettere.

C’è una verità che chi vive davvero qui conosce bene, ma che resta invisibile nei palazzi del potere: trovare una casa in affitto a Cosenza oggi è diventato quasi impossibile. Non difficile. Non complicato. Impossibile.

Non parliamo di capricci o pretese. Parliamo di famiglie normali, con stipendi normali, che cercano semplicemente un tetto sotto cui vivere legalmente. E invece si trovano davanti un muro fatto di prezzi assurdi, porte chiuse e, soprattutto, contratti che magicamente “non si possono fare”.

La risposta è sempre la stessa, sussurrata con imbarazzo o detta senza vergogna:
“Senza residenza.”
“Solo uso transitorio.”
“Meglio senza contratto.”
“Se serve, ci mettiamo d’accordo.” …

Ma mettersi d’accordo su cosa, esattamente? Sull’illegalità? Sul fatto che una famiglia debba vivere senza diritti, senza tutele, senza poter dichiarare dove abita davvero?

Il paradosso è feroce: da una parte si criminalizzano gli imbrogli sulle residenze, dall’altra si costringono le persone a farli perché nessuno affitta in modo regolare. È un sistema che si autoalimenta e che colpisce sempre gli stessi: chi non ha conoscenze, chi non ha immobili di proprietà, chi non può permettersi 800 euro al mese per un appartamento che ne vale la metà.

E poi i prezzi. Saliti alle stelle senza alcuna logica. Case vecchie, spesso malmesse, senza riscaldamento adeguato, con impianti degli anni Ottanta, proposte a cifre da grande città del Nord. Come se qui stipendi e opportunità fossero gli stessi. Come se bastasse voler lavorare per potersi permettere qualsiasi cosa.

Ma la domanda più amara resta una sola: i controlli dove sono? Possibile che nessuno veda? Possibile che interi quartieri funzionino con affitti in nero, contratti fantasma, residenze negate per paura di controlli fiscali o per mantenere privilegi e sussidi? Possibile che la legge esista solo per chi la rispetta?

Perché alla fine il risultato è questo: chi vuole fare le cose per bene viene penalizzato. Chi cerca un contratto regolare viene guardato come un problema. Chi chiede la residenza diventa improvvisamente “scomodo”.

E intanto le famiglie restano sospese, in una precarietà abitativa che non fa rumore ma logora ogni giorno: figli da iscrivere a scuola, utenze da attivare, medico di base da scegliere, diritti elementari che diventano ostacoli insormontabili.

Non è solo una questione di case. È una questione di dignità. Perché una città in cui una famiglia onesta non riesce a trovare un affitto regolare è una città che sta fallendo. Non economicamente soltanto, ma moralmente. Sta dicendo ai suoi cittadini che la normalità non è prevista, che la legalità è un lusso, che vivere correttamente è più difficile che arrangiarsi.

E allora sì, la rabbia è più che giustificata. Non è sfogo sterile: è la reazione naturale di chi si sente abbandonato, invisibile, preso in giro.

La domanda finale resta sospesa nell’aria, senza risposta: Ma davvero nessuno controlla più? O semplicemente non interessa a nessuno finché il problema non bussa alla propria porta?

Perché oggi tocca a una famiglia qualsiasi. Domani potrebbe toccare a chiunque.

Con tanta rabbia,
Marica Fuoco.”

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