Tempo di Prime Comunioni: tradizioni, preparativi e significato di una festa che coinvolge tutta la famiglia

comunione

Intervista alla titolare della “Bottega dell’Arte Sacra” di Cosenza

Con l’arrivo della primavera, nelle parrocchie e nelle famiglie si respira un’atmosfera particolare: è il periodo delle Prime Comunioni, uno dei momenti più importanti nel percorso di fede di tanti bambini. Tra prove in chiesa, abiti bianchi e preparativi per la festa, le settimane che precedono la celebrazione sono sempre ricche di emozioni.

Per parlare di questo periodo e delle tradizioni che lo accompagnano siamo andati a trovare Maria Grazia, titolare della Bottega dell’Arte Sacra di Cosenza, negozio specializzato che da 16 anni è un punto di riferimento per famiglie e parrocchie. L’attività si trova in via Panebianco 514 e proprio in queste settimane è tra i luoghi più frequentati da chi sta organizzando la comunione dei propri figli.

“È un periodo pieno di emozioni per tante famiglie”

«Questo è sicuramente uno dei momenti più intensi dell’anno», racconta la titolare del negozio. «Già da marzo iniziamo a vedere tante famiglie che entrano per informarsi o per preparare tutto con calma. Il periodo delle comunioni di solito abbraccia soprattutto aprile e maggio, anche se in alcune parrocchie si arriva fino a giugno».

Non è una coincidenza: nella tradizione cattolica proprio la primavera, e in particolare maggio, è diventata nel tempo la stagione più associata a questo sacramento. Il mese di maggio è dedicato alla Madonna ed è simbolicamente legato alla rinascita e alla nuova vita spirituale, un significato che ben si collega al momento in cui i bambini ricevono per la prima volta l’Eucaristia.

La Prima Comunione rappresenta infatti il momento in cui il bambino partecipa per la prima volta al sacramento dell’Eucaristia, dopo un percorso di catechismo che dura spesso diversi anni e culmina generalmente intorno ai 7-9 anni di età.

“Le famiglie iniziano a prepararsi con largo anticipo”

Entrando nel negozio si trovano oggetti religiosi, tuniche, bomboniere e piccoli ricordi legati al sacramento. Ma soprattutto si percepisce il fermento di chi sta organizzando uno dei giorni più importanti per i propri figli.

«Le famiglie arrivano con tante domande», spiega Maria Grazia. «C’è chi deve ancora scegliere la tunica per la celebrazione in chiesa, chi cerca un rosario o una croce da regalare, chi invece pensa ai ricordini o alle bomboniere. Spesso vengono anche i nonni o i padrini».

La preparazione non riguarda soltanto l’aspetto religioso: nelle settimane che precedono la comunione, le famiglie si dedicano anche all’organizzazione del pranzo, alle fotografie ricordo e alla scelta dei piccoli doni per il bambino. «È una festa che coinvolge davvero tutti», aggiunge.

Le tradizioni del Sud

In Calabria, come in gran parte del Sud Italia, la Prima Comunione conserva ancora un forte valore familiare e comunitario.

«Qui è ancora molto sentita», racconta. «Il giorno della comunione è una vera festa di famiglia. Dopo la celebrazione in chiesa ci si ritrova tutti insieme, spesso con parenti che arrivano anche da lontano. Non mancano i confetti, i ricordi della giornata e le fotografie».

Un elemento simbolico è l’abito bianco, che richiama la purezza e ricorda la veste battesimale. In molte parrocchie si utilizzano tuniche uguali per tutti i bambini, proprio per sottolineare l’aspetto comunitario della celebrazione.

“Cerchiamo sempre di accogliere le famiglie con semplicità”

Alla Bottega dell’Arte Sacra il periodo delle comunioni è anche l’occasione per stare a contatto con tante famiglie diverse.

«La cosa più bella è vedere l’emozione dei bambini», ci dice. «Spesso entrano curiosi, guardano gli oggetti religiosi e fanno tante domande. Per loro è un momento importante, e noi cerchiamo di accompagnare le famiglie con semplicità».

Proprio per questo, conclude, il negozio ha pensato anche a un piccolo gesto per chi si prepara alla comunione: «Quest’anno abbiamo deciso di proporre le tuniche per la comunione a partire da 35 euro e, per chi acquista la tunica, gli accessori sono in omaggio. È un modo per dare una mano alle famiglie in un periodo che per loro è già pieno di spese».

Un aiuto concreto, ma soprattutto un modo per continuare una tradizione che da sedici anni accompagna generazioni di bambini in uno dei giorni più significativi della loro crescita.

Grazie mille Maria Grazia

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