In occasione della Giornata internazionale della donna è stato presentato a Cosenza, in via degli Stadi, “Oltre il muro del silenzio”, opera dell’artista Mandioh curata da Gulìa Urbana insieme al Centro antiviolenza Roberta Lanzino e realizzata con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese

L’intervento di arte pubblica nel quartiere San Vito invita la comunità a riflettere sul valore della parola come strumento di liberazione.
L’opera, realizzata dall’artista Mandioh, vede una figura femminile che emerge dall’acqua. L’acqua è avvolgente, non soffoca, e suggerisce una dimensione intima in cui il silenzio diventa spazio per ascoltarsi, per prendere coscienza. Il volto della donna, con gli occhi chiusi, evidenzia il momento di protezione e raccoglimento come forma di resistenza silenziosa. L’emersione rappresenta allora il tempo della trasformazione, della rinascita che può essere possibile solo grazie all’ascolto e al sostegno collettivo.
Il significato dell’opera viene infatti rafforzato nella collaborazione con il Centro Antiviolenza Roberta Lanzino, rappresentando il lavoro quotidiano di ascolto, accoglienza e tutela dei diritti nel supporto alle donne vittime di violenza.
«Con quest’opera l’arte pubblica diventa uno strumento per rompere l’indifferenza e aprire uno spazio di riflessione collettiva. Il murale di Mandioh non impone un messaggio, ma invita a fermarsi, a guardare e ad ascoltare ciò che spesso resta invisibile», spiega Giacomo Marinaro, direttore artistico di Gulìa Urbana. «Come Gulìa Urbana continuiamo a sviluppare il tessuto urbano e sociale attraverso l’arte urbana, creando interventi che mettono in relazione artisti, luoghi e comunità».
Con “Oltre il muro del silenzio” Gulìa Urbana porta avanti la visione di come l’arte possa contribuire a costruire una cultura basata sulla responsabilità condivisa, invitando la città a un gesto collettivo nel riconoscere, ascoltare e sostenere, chi trova il coraggio di parlare.











