Nella storica biblioteca ‘Le Generazioni Future’: il caffè letterario “La favola bella”

A marzo, come avviene ormai da tre anni, è arrivato puntuale l’appuntamento del secondo caffè letterario di questa stagione 25′-26′

«Nella storica biblioteca rendese “Le generazioni Future”, siamo stati accolti da Mariateresa Buccieri che ha predisposto ogni cosa affinché tutti i dettagli contribuissero a creare un luogo accogliente, confortevole e funzionale all’evento. La sala era gremita di gente silenziosissima mentre ascoltava, nella citazione dell’iconica poesia “La pioggia nel pineto”, l’idea dannunziana di “favola bella”, un concetto incentrato sulla visione estetica del vate di Italia dalle imprese mirabolanti della Prima Guerra Mondiale fino all’amore per le donne e alla passione per Eleonora Duse che probabilmente incarna la misteriosa figura di Ermione.

Il mio excursus letterario, però, non trascurava l’etimo di questo nome – dal greco “eremos”, solo, o “eremia”, solitudine – che potrebbe alludere, sia come aggettivo che come sostantivo, ad un riflesso personificato della solitudine intesa come essenza ed esaltazione della propria individualità. Quest’etimo potrebbe, di conseguenza, far riferimento al mito di Ermione, la figlia di Elena e Menelao, regina e re di Sparta, rimasta “sola” per tutti i dieci anni della guerra di Troia: alla fine del lungo conflitto, l’amore di Ermione sarà la forza costante della risoluzione politica e, prima ancora, morale del marito Oreste costretto, per vendicare il padre Agamennone, re di M*icene, ad uccidere la sua stessa madre, Clitemnestra.

Dopo un estenuante processo, durante il quale Ermione non abbandonerà mai Oreste, il re verrà assolto e si riconcilierà con il ricordo della madre uccisa. D’Annunzio, come un redivivo Oreste, attraverso l’amore per la figura femminile di nome Ermione, si riconcilierà con madre natura e diventerà parte di essa insieme alla donna amata sotto le gocce di un temporale estivo che creano la sinfonia di tante dita su diversi strumenti.

Questo mio intervento è stato arricchito dalle letture e dalle interpretazioni teatrali dei miei amatissimi alunni, oltre che dagli altri prestigiosi relatori, lo scrittore, Francesco Scarcella, lo storico d’arte, Luigi Bilotto, e la scrittrice e poetessa, Antonia Flavio, che ha portato due poesie sul potere catartico della pioggia, tratte dalla sua ultima raccolta “Cenere di un sogno”: tutti noi siamo stati diretti magistralmente da un moderatore d’eccezione, presenza immancabile di ogni evento culturale che organizzo, lo storico e giornalista Stefano Vecchione. Motivo di orgoglio, per me, le parti musicali, eseguite, sempre, dai miei alunni: il clarinetto, il pianoforte, la chitarra e, poi, la voce della mia preziosa alunna, talento dell’ultima edizione di The Voice, accompagnata sulle note eseguite dal mio amico di sempre, Luca Bruno; tante le personalità del territorio, miei ospiti in platea.

Un ringraziamento speciale lo devo alle mie colleghe e ai miei colleghi docenti che hanno partecipato con attenzione senza perdere l’occasione di incoraggiarmi ad andare avanti così. E allora… Avanti tutta sempre!»

Barbara Gagliardi

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