Cosenza – Sanità, non solo esperienze negative…

Spesso l’ospedale dell’Annunziata di Cosenza viene raccontato attraverso criticità e difficoltà del sistema sanitario. Tuttavia, accanto alle segnalazioni negative, non mancano storie di buona sanità che meritano di essere raccontate.
È il caso della testimonianza inviata alla nostra redazione da una lettrice cosentina, Donatella Mannarino, che ha voluto condividere pubblicamente la sua esperienza nel reparto di ginecologia dopo un intervento chirurgico e alcuni giorni di ricovero.
Di seguito riportiamo integralmente la lettera inviata alla redazione:
“Vorrei esprimere la mia gratitudine al personale del reparto di ginecologia dell’Annunziata di Cosenza per aver smentito la cattiva fama che spesso accompagna questo ospedale. La mia esperienza è stata incredibilmente positiva, grazie alla professionalità, alla gentilezza e all’enorme umanità di medici, infermieri, oss, personale di supporto e pulizie.
Sono stata ricoverata da mercoledì pomeriggio a sabato mattina, dall’11 al 14 marzo 2026, e durante questo periodo ho dovuto affrontare un intervento chirurgico. In quei giorni ho incontrato tante persone che lavorano con dedizione e rispetto verso i pazienti.
Il personale è stato così numeroso che non ricordo i cognomi di tutti: posso citare il primario, il dottor Maurizio Guido, il dottor Giovanni Prota, l’anestesista Stefano, una specializzanda di nome Lorenza e anche Francesca, che si occupa delle pulizie. Ma in realtà il mio ringraziamento va a tutti, perché mi sembrerebbe sgarbato nominare qualcuno e non altri.
Sono stati tutti straordinariamente disponibili e premurosi. Grazie a loro ho sentito di essere stata in buone mani. Spero che questa mia testimonianza possa essere un esempio per tutti: a volte la realtà può essere molto migliore delle voci che girano.”
Una testimonianza che, al di là delle difficoltà che il sistema sanitario affronta quotidianamente, ricorda come dietro i reparti ospedalieri ci siano professionisti che lavorano con impegno e umanità, spesso lontano dai riflettori. In questo caso, una paziente ha deciso di raccontarlo pubblicamente.









