Disagi, rabbia e un senso crescente di insicurezza. È questo il quadro che emerge dalla segnalazione di un nostro lettore, un ciclista che ogni giorno percorre per lavoro la pista ciclabile tra Cosenza e Rende, in particolare lungo viale Principe.

Riportiamo di seguito la sua lettera, rielaborata per chiarezza, mantenendo intatto il senso della denuncia.
“Buongiorno, vorrei segnalare una situazione che ormai è diventata insostenibile. La pista ciclabile non è più praticabile come dovrebbe essere. Ogni giorno si ripetono episodi pericolosi e incivili.
Oggi ho rischiato seriamente di investire una ragazza che camminava sulla pista, completamente distratta. Non è un caso isolato: la pista ciclabile viene utilizzata come area di sosta, addirittura dai pullman, oppure come passaggio pedonale senza alcun rispetto per chi la usa correttamente.
La cosa più grave è che, quando si prova a far notare la situazione, si viene insultati. Sempre oggi ho chiesto a delle ragazze di spostarsi leggermente per evitare pericoli e sono stato deriso e offeso. Ho 43 anni, non è certo piacevole trovarsi in queste situazioni.
Utilizzo la bici ogni giorno per lavoro e posso dire che è diventato uno schifo: la pista di viale Principe è continuamente occupata o mal utilizzata. È pericoloso e frustrante.
Addirittura oggi mi sono scontrato con una bici elettrica che procedeva in mezzo alla pista senza alcuna attenzione.
Da domani non so più come comportarmi: è difficile continuare a essere pazienti quando manca completamente il rispetto delle regole. La pista ciclabile è fatta per le bici, non per altro.
Spero che questa segnalazione serva a sensibilizzare chi di dovere e i cittadini stessi. Così non si può andare avanti.”
La segnalazione del lettore riaccende i riflettori su un tema già discusso: l’uso improprio delle piste ciclabili e la mancanza di controlli adeguati. Un problema che riguarda non solo la sicurezza dei ciclisti, ma anche la convivenza civile negli spazi urbani.
Resta ora da capire se e come le istituzioni locali interverranno per riportare ordine e garantire il rispetto delle regole.









