In queste ore Il Treno della Sila – Ferrovie della Calabria , dopo tanti mesi di stop, ed anche di silenzi, è tornato a far discutere

Ancora una volta, l’intervento della nostra Associazione, assieme agli amici di ATFSC Associazione Turismo Ferroviario Spettacolo , ha riportato in primo piano le criticità di un servizio ferroviario turistico di importanza non solo primaria, ma strategica per tutto il comparto turistico silano.
È scontato ribadire quale volano rappresenti Il Treno della Sila per tutto il territorio, attirando ogni anno migliaia di turisti anche dall’estero.
Proprio per questo motivo, a beneficio dell’economia di un intero territorio, si tratta di un servizio ferroviario turistico che non merita incertezze, stop prolungati e senza informazioni chiare sul ripristino, assenza di calendari a lungo termine.
Siamo indubbiamente più che soddisfatti per lo stanziamento di circa 4 milioni di euro per il completamento dei lavori di ripristino del tratto San Nicola Silvana Mansio – San Giovanni in Fiore, per come annunciato dal Commissario del Parco Nazionale della Sila e dalla consigliera regionale Rosaria Succurro : saremo felicissimi di vedere nel 2027 la gloriosa FCL 353 sbuffare a San Giovanni in Fiore.
Ma siamo certi che continuare in questa palese, e mai mutata condizione di incertezza che si protrae da 10 anni anni, sia il percorso giusto?
Siamo certi che continuare ad affidare i processi relativi agli investimenti infrastrutturali, di manutenzione e di gestione del materiale rotabile storico unicamente a Ferrovie della Calabria, sia la via più corretta?
A giudicare dai risultati degli ultimi 10 anni, evidentemente no, parliamoci chiaro: nessuno si offenda, ma è una realtà palese e sotto gli occhi di tutti i calabresi.
Non perché Ferrovie della Calabria non abbia a cuore il destino della Ferrovia Silana e del turismo ferroviario, sia ben chiaro: la nostra Associazione ha sempre trovato le porte aperte di questa storica azienda di trasporto che affonda le radici nelle gloriose FCL. Porte aperte dalla dirigenza e dal personale, e nutriamo grande rispetto nei confronti di tutti loro.
Ma molto probabilmente, oggi, Ferrovie della Calabria, senza un adeguato supporto specializzato, non è in grado di realizzare quelli che riteniamo debbano essere gli obiettivi di sviluppo della Ferrovia Silana, non futuri, ma che dovrebbero essere realtà da anni!
Di quali obiettivi si tratta?
- Il sopracitato ripristino della San Nicola Silvana Mansio – San Giovanni in Fiore: lavori avviati addirittura nel 2017, andati avanti con lentezza estenuante fino al definanziamento dell’opera di due anni fa;
- Ripristino dell’intero tratto Pedace – Camigliatello Silano: non è utopia, dovrebbe essere stato il secondo passo dopo l’arrivo a San Giovanni in Fiore. Ricordiamo che la Ferrovia Silana è interamente considerata Ferrovia Turistica dalla Legge 128/2017
- Restauro e rimessa in esercizio del materiale rotabile storico di inestimabile valore, in parte già di proprietà di Ferrovie della Calabria, in parte donato dall’Ing. Vittorio Di Giacomo grazie all’interlocuzione tra il noto appassionato di treni e ferrovie romano e Ferrovie della Calabria, resa possibile dall’impegno della nostra Associazione già nel 2015. Grazie all’Ing. Ernesto Ferraro, Amministratore Unico di Ferrovie della Calabria nel 2022, nei primi mesi di quell’anno hanno fatto ritorno in Calabria la locomotiva a vapore FCL 358, le Emmine M1c90 ed M1c88, e due vetture a terrazzini, di cui una restaurata un paio di anni fa e mai utilizzata. Ma potremmo citare anche le bellissime automotrici M2 132 ed M2 142, che ormai sfiorano i 70 anni, o le stesse M2 200 superstiti, o le ulteriori due locomotive a vapore FCL 504 ed FCL 403: tutto materiale rotabile che potrebbe essere utilizzato per servizi turistici e paradossalmente non solo in Sila.
- Sviluppo di una mobilità parallela al treno storico, attraverso l’utilizzo del Ferrociclo, il cui prototipo è stato realizzato diversi anni fa.
Nulla di tutto ciò è stato fatto, anzi, il servizio sulla tratta Camigliatello Silano – San Nicola Silvana Mansio è diventato sempre più incerto e limitato nel tempo.
Sicuramente lo sviluppo della tecnologia ad idrogeno per il futuro tpl, la Metropolitana di Catanzaro, il ripristino della Catanzaro – Cosenza (opera lunga e complessa che comunque si protrae da quasi 15 anni), la gestione del materiale rotabile per i servizi di Trasporto Pubblico Locale (con evidenti difficoltà anche in questo caso), sono tematiche che ‘sovrastano’ la Ferrovia Silana e tutto ciò che riguarda il turismo ferroviario. Per questo motivo ribadiamo, ancora una volta, le parole dell’Ing. Luigi Francesco Cantamessa Armati : Fondazione FS Italiane , che assieme a FS Treni Turistici Italiani in 12 anni ha restaurato e rimesso in esercizio decine di rotabili storici, è oggi l’unico ente che potrebbe in poco tempo realizzare quanto abbiamo elencato in alto. Non sostituendosi a Ferrovie della Calabria, sia ben chiaro, ma affiancandola, attraverso uno stretto coordinamento con la Regione Calabria , al fine di rilanciare in modo forte, duraturo e strutturato sia il servizio turistico già esistente e sia procedere con gli interventi infrastrutturali e di ripristino del materiale rotabile, magari inserendo la Ferrosilana all’interno del grande progetto di Binari Senza Tempo.
La capacità soprattutto finanziaria e di processo industriale è quella di una realtà che si occupa esclusivamente di questo: treni storici e turismo ferroviario, a livello nazionale.
Noi non vediamo altre soluzioni: l’alternativa, è continuare a ‘sopravvivere’, ma non è questo quello che merita la Ferrovia Silana ed il territorio da essa attraversato: guardiamoci attorno, e prendiamo esempio dalle altre ferrovie turistiche italiane. Lanciamo la proposta – appello al Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ed agli Assessori Gianluca Gallo e Giovanni Calabrese – Assessore Regione Calabria.












