Riceviamo il racconto di una nostra lettrice:

“Quanti danni può fare una virgola o un flag messo male dal sistema?
Per mesi ho vissuto sospesa, tra incertezze e l’angoscia di non sapere come garantire la dignità quotidiana alla mia famiglia. Un errore tecnico dell’INPS, che ha interpretato un naturale passaggio anagrafico come una ‘decadenza’ e persino come una mia ‘mendacità’, mi ha tolto l’Assegno di Inclusione che sosteneva la nostra vita.
Ho provato a chiedere, a spiegare, a bussare. Ho ricevuto solo porte chiuse e silenzi burocratici. Si parla tanto di digitalizzazione, ma quando il sistema sbaglia, a pagarne il prezzo più alto siamo noi: chi vede il proprio sostentamento azzerato da un algoritmo che non conosce la realtà dei fatti. Il disagio di questi mesi è stato pesantissimo, una prova che non auguro a nessuno.
Tuttavia, oggi c’è stata una svolta. Insieme al mio avvocato, mi sono recata nuovamente agli sportelli INPS di Cosenza e, finalmente, ho incontrato un funzionario che ha scelto di ascoltare davvero. Con competenza e umanità, ha compreso che non c’era alcuna colpa da parte mia e ha preso a cuore la situazione, formalizzando la segnalazione a Roma per sanare l’errore.
Voglio ringraziare pubblicamente questo funzionario: in un sistema spesso freddo e distante, la sua disponibilità a guardare oltre lo schermo e a correggere una procedura sbagliata è stata fondamentale.
La mia posizione è ora in fase di revisione: si attende che venga riparato il danno e ripristinato un diritto che non avrei mai dovuto perdere. Il disagio di questi mesi resta, ma oggi la rabbia si è trasformata in determinazione. Non permettete che la burocrazia vi tolga la voce: a volte, incontrare la persona giusta al momento giusto fa tutta la differenza. 💪✨”
(Lettera firmata)










