Appuntamento il 30 giugno, presso l’anfiteatro di Spezzano Piccolo, Casali del Manco alle ore 21,00, la rappresentazione “Natuzza Evolo, il Sogno di Dio”

La rappresentazione “Natuzza Evolo, il Sogno di Dio” di Maria Virginia Basile, docente e scrittrice cosentina — autrice di romanzi, sillogi poetiche e testi teatrali premiati — sarà messa in scena dal Teatro dei Visionari, con l’attenta regia di Ivana Lindia, fondatrice e presidentessa della compagnia, che darà voce alla figura di Natuzza Evolo.
La prima dello spettacolo, tenutasi al Garden di Rende lo scorso 12 aprile, ha riscosso grande approvazione di pubblico; questo il motivo per cui la compagnia porterà in scena un’opera che ripercorre la vita di Natuzza Evolo, mistica di Calabria, la cui causa di beatificazione è in corso.
Maria Virginia Basile è la traduttrice in lingua inglese del primo volume ‘Natuzza di Paravati’ ( 1996) scritto dal Prof. Emerito dell’Unical Valerio Marinelli, pubblicato nel 2000, il professore è, oltre che famoso docente presso la Facoltà di Ingegneria, anche noto studioso della nostra mistica, alla quale ha dedicato lunghi anni di studio e più di 20 libri.
Inoltre, la Basile è anche traduttrice della Supplica e del Testamento Spirituale, nonché autrice del libro testimonianza ‘Da qualche parte il Cielo ti risponde, sulla strada di Paravati, ed.ilfilorosso 2022, presentato presso il Salone Internazionale del Libro di Torino 2023, padiglione Regione Calabria. Libro presentato varie volte, ripubblicato in seconda edizione, insignito del Premio Plauso Mystica Spiritualis nella scorsa edizione del Concorso Letterario Internazionale ‘Ecce Homo’ Cs.
‘Questo lavoro teatrale rappresenta uno dei più importanti tentativi recenti di raccontare la figura della mistica attraverso il linguaggio dell’arte’ riporta l’editoriale online laprimapagina.it in data 14 giugno.
Durante una recente intervista con il giornalista Antonio Nesci, l’autrice ha affermato:
«Ho scritto questo testo con il cuore» e continua « Non ho inventato nulla. Ho cercato di tradurre in forma teatrale ciò che ho compreso studiando e vivendo la mia esperienza».
L’opera racconta le diverse fasi della vita di Natuzza Evolo attraverso più interpreti e coinvolge decine di attori.
Un progetto nato dalla convinzione che il messaggio della mistica possa ancora parlare alle nuove generazioni.
Nel corso del dialogo emerge un aspetto particolarmente significativo: Maria Virginia Basile non presenta Natuzza come un fenomeno da ammirare passivamente, ma come un esempio concreto di umanità.
«La qualità più difficile da raggiungere non è la cultura, non è il successo, non è il prestigio. È la bontà», afferma.
Parole che assumono un significato particolare in un’epoca caratterizzata dalla velocità dei social network, dall’esibizione continua e dalla ricerca costante della visibilità.
Per la docente calabrese, Natuzza rappresenta invece il valore opposto: la forza della semplicità, del servizio agli altri e della capacità di amare senza condizioni.
Una figura destinata a restare e da diffondere seguendo il grande messaggio che continua a Paravati.












