Ospite d’onore Maria Ida Santopaolo, sopravvissuta a un tentato femminicidio

Una scarpetta rossa all’ingresso del Palazzo della Provincia per ricordare le vittime di femminicidio e ribadire l’impegno delle istituzioni nella lotta contro la violenza di genere. Si è svolta questa mattina la cerimonia di collocazione del simbolo, destinato a restare in modo permanente all’ingresso della sede dell’Ente come monito, segno di memoria e invito a non abbassare mai l’attenzione su una delle emergenze sociali più drammatiche del nostro tempo.
Ospite d’onore della mattinata è stata Maria Ida Santopaolo, sopravvissuta a un tentato femminicidio da parte di un uomo che non aveva accettato il rifiuto delle sue attenzioni. La sua testimonianza ha profondamente coinvolto i presenti, trasformando la cerimonia in un momento di riflessione collettiva sul valore della prevenzione, dell’ascolto e del sostegno alle vittime.
Alla manifestazione hanno partecipato il Presidente della Provincia Biagio Faragalli, il Consigliere provinciale Antonio Uva, promotore dell’iniziativa, e i Consiglieri delegati Caterina Bruno e Luigi Garofalo, insieme a rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni e a numerosi cittadini.
«La scarpetta rossa che da oggi accoglie chi entra in questo Palazzo non è un semplice simbolo, ma un richiamo costante alle nostre responsabilità», ha dichiarato il Presidente Biagio Faragalli. «Le istituzioni hanno il dovere di essere presenti non soltanto nelle ricorrenze, ma ogni giorno, sostenendo iniziative di prevenzione, educazione e sensibilizzazione. Contrastare la violenza sulle donne significa costruire una cultura fondata sul rispetto, sulla libertà e sulla dignità della persona».
Particolarmente intensa la testimonianza di Maria Ida Santopaolo, che ha scelto di trasformare la propria esperienza in un messaggio di speranza e coraggio.
«Sono qui perché credo che raccontare ciò che ho vissuto possa aiutare anche una sola persona a riconoscere i segnali della violenza e a chiedere aiuto», ha affermato. «La violenza non nasce all’improvviso e non deve mai essere giustificata o minimizzata. Oggi sono viva e sento la responsabilità di dare voce a chi non può più farlo. Nessuna donna deve sentirsi sola: uscire dalla violenza è possibile se intorno ci sono ascolto, sostegno e una comunità capace di esserci davvero».
L’iniziativa conferma l’impegno della Provincia nel promuovere una cultura della legalità, del rispetto e della parità, affinché il ricordo delle vittime diventi un impegno quotidiano e condiviso, capace di coinvolgere istituzioni, scuole, associazioni e cittadini nella costruzione di una società libera dalla violenza.










