Lettere 2.0: “Venticinque giorni contro il tumore – La mia esperienza all’Annunziata di Cosenza”

Riceviamo il racconto del nostro lettore Gaetano:

“Mi chiamo Gaetano Lambrè, vivo a Marano Principato e sento il dovere di raccontare una vicenda personale che, al di là dell’aspetto umano, rappresenta una testimonianza concreta di quella che potremmo definire una vera e propria “RESTANZA SANITARIA”: la scelta di curarsi nella propria terra, affidandosi alle professionalità presenti sul territorio.

Una storia che merita di essere raccontata attraverso le sue tappe fondamentali.

L’8 giugno, una colonscopia eseguita presso il reparto di Gastroenterologia dell’Ospedale Annunziata di Cosenza evidenzia la presenza di un adenocarcinoma del sigma, una forma di tumore al colon.

Appena due giorni dopo, il 10 giugno, vengo sottoposto a una Tac per la stadiazione della malattia presso l’ex ospedale di San Marco Argentano.

Il 15 giugno arrivano i referti: la biopsia conferma la presenza di un adenocarcinoma ben differenziato del sigma, mentre la Tac certifica una neoformazione localizzata nella giunzione tra sigma e retto.

Il giorno successivo avviene qualcosa che merita di essere sottolineato: ricevo personalmente la telefonata del dottor Roberto Perri, dirigente medico dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia d’Urgenza dell’Annunziata, che mi contatta direttamente per programmare una visita chirurgica. Un dettaglio che racconta molto dell’attenzione e della presa in carico del paziente.

La visita si svolge il 19 giugno. Al termine viene definito l’intero percorso terapeutico: prericovero, ricovero e intervento chirurgico.

Tra il 22 e il 23 giugno effettuo il prericovero all’Annunziata, con tutti gli esami necessari per preparare al meglio l’intervento e ridurre al minimo i possibili rischi clinici.

Il 25 giugno vengo ricoverato presso il reparto di Chirurgia d’Urgenza.

Il giorno seguente, 26 giugno, arriva il momento più importante. L’equipe guidata dal dottor Roberto Perri esegue un delicato intervento di chirurgia robotica mediante il sistema Da Vinci. Dopo circa sette ore di sala operatoria, concluse alle 21.30, l’operazione termina con la completa asportazione dell’adenocarcinoma e della porzione intestinale interessata dalla patologia.

Il decorso post-operatorio procede positivamente: già il giorno successivo all’intervento vengo aiutato ad alzarmi dal letto e, al quarto giorno, riprendo l’alimentazione. Infine, il 2 luglio, al sesto giorno post-operatorio, posso fare ritorno a casa.

In appena venticinque giorni, dalla diagnosi all’intervento chirurgico, ho completato un percorso sanitario complesso che molti ritengono possibile soltanto lontano dalla Calabria.

La mia esperienza dimostra invece che esistono strutture pubbliche capaci di offrire cure tempestive, tecnologie avanzate e professionalità di altissimo livello. Per questo motivo credo che l’Ospedale Annunziata di Cosenza, anziché essere ridimensionato, debba essere ulteriormente rafforzato nelle risorse umane e tecnologiche, indipendentemente dai progetti relativi alla realizzazione di un nuovo presidio ospedaliero.

Particolarmente positiva è stata la mia esperienza presso l’Unità Operativa Complessa di Chirurgia d’Urgenza, una realtà che considero un’eccellenza. Medici altamente preparati, infermieri competenti e disponibili, operatori socio-sanitari sempre presenti e attenti ai bisogni dei pazienti, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Un’organizzazione che mette al centro la persona e che trasmette sicurezza nei momenti più difficili.

A chi continua a sostenere che per ricevere cure di qualità sia necessario ricorrere al cosiddetto “turismo sanitario”, rispondo semplicemente con la mia testimonianza. Almeno nel mio caso, la risposta era già qui, a Cosenza.

C’è poi un altro dato che merita attenzione: durante tutto il percorso ospedaliero ho sostenuto una spesa complessiva di appena 24 euro, di cui 1 euro per la colonscopia e 23 euro per la visita chirurgica. Un costo simbolico a fronte di un’assistenza sanitaria articolata, complessa e altamente specializzata.

Desidero infine esprimere la mia più sincera gratitudine a tutti i professionisti che hanno contribuito al mio percorso di cura: la direttrice facente funzioni della U.O.C. di Chirurgia d’Urgenza, Juana Riitano; i Dirigenti medici: Filice Francesco, Osso Mariasara, Perri Roberto, Santana Alex, Spadafora Natalia, Tallet Lorellys, Vulcano Ignazio; la Coordinatrice: Silvia De Rose; gli Infermieri: Baffa Scirocco Barbara, Calderaro Romualdo, Caputo Federica, Cello Ida, De Vuono Silvia, Garofalo Pierangela, Mazza Assunta, Morelli Gilda, Mostacciuolo Giovanni, Panaro Simone, Tamiro Tiziana, Viteritti Milena Matilde; gli OSS: Benedetto Francesco, Cristaldi Giuseppe, Muraca Marcello, Parrotta Annunziato, Sacco Marilena, Santelli Emanuele, Settino Eustachio, Urso Salvatore, i quali tutti con professionalità, competenza e umanità hanno reso possibile questo risultato.

Un ringraziamento speciale va al dottor Roberto Perri, che mi ha accompagnato con grande attenzione lungo tutto il percorso.

Questa è la mia storia. Una storia di malattia, certo, ma soprattutto una storia di efficienza, professionalità e speranza. Una storia che dimostra come, quando la sanità pubblica funziona, possa davvero fare la differenza nella vita delle persone.

Continuate così!

Gaetano Lambrè

Subscribe to Our Newsletter

Keep in touch with our news & offers

Enjoy Unlimited Digital Access

Read trusted, award-winning journalism. Just $2 for 6 months.
Already a subscriber?
Condividi il post