La “Scatola dei Pensieri” arriva nei borghi fantasma della Calabria: un messaggio da lasciare tra le rovine e la memoria

C’è un modo nuovo e profondamente emozionante per vivere i borghi abbandonati della Calabria.

Non si tratta soltanto di visitarli o fotografarli, ma di lasciare una parte di sé, un pensiero, un’emozione, una riflessione che possa diventare parte della storia di quei luoghi.

L’idea nasce da “The Guardians of the Ruins”, un gruppo di amici accomunati dalla passione per l’urbex (esplorazione urbana) e dalla volontà di raccontare e preservare la memoria di posti dimenticati: antichi borghi, fabbriche dismesse, ospedali abbandonati e tanti altri luoghi che il tempo ha lentamente consegnato al silenzio.

Un nostro lettore, che fa parte del gruppo, ci ha raccontato il progetto:

“Con il mio gruppo di nome The Guardians of the Ruins (I Guardiani delle Rovine), con materiali di riciclo stiamo creando delle cassettine chiamate La Scatola dei Pensieri.

Durante i nostri viaggi le installiamo nei borghi abbandonati, con la speranza che chiunque le trovi possa lasciarci un pensiero, un po’ come un libro di vetta. Siamo un gruppo di amici che pratica esplorazione urbana nei borghi abbandonati, nelle fabbriche, negli ospedali e in tutto ciò che viene dimenticato, principalmente in Calabria, ma siamo stati un po’ ovunque.

Così abbiamo avuto questa idea: installare queste cassette, realizzate con materiali riciclati. Ne abbiamo già installate due, in due borghi diversi. Questa in foto si trova nel borgo abbandonato di Cavallerizzo, l’altra nel borgo fantasma di Avena. Le altre vogliamo che siano una sorpresa per chi le troverà.”

Accanto alla cassetta è presente anche un messaggio rivolto ai visitatori, firmato proprio dai The Guardians of the Ruins:

“Siamo i The Guardians of The Ruins, un gruppo di amici uniti dalla passione di esplorare la memoria dei luoghi dimenticati. Attraverso ogni scatto cerchiamo di dare nuova voce a ciò che il mondo ha smesso di ascoltare, catturando l’anima di ogni luogo per preservarne la memoria storica.

Se sei qui, è perché anche tu hai sentito questo richiamo. In un luogo che il tempo sta piano piano cancellando, abbiamo lasciato questa cassetta per raccogliere i frammenti di chi passa: un pensiero, un’emozione, scrivi ciò che senti.”

Le prime due Scatole dei Pensieri sono state installate nel suggestivo borgo abbandonato di Cavallerizzo, frazione di Cerzeto evacuata dopo la frana del 2005, e nel borgo fantasma di Avena. Chi si imbatterà in queste cassette potrà lasciare un messaggio, contribuendo a creare una raccolta spontanea di emozioni e ricordi legati a luoghi che, nonostante l’abbandono, continuano a raccontare storie.

Un’iniziativa semplice ma ricca di significato, che unisce il recupero di materiali destinati al riuso, il rispetto per il patrimonio storico e il desiderio di mantenere viva la memoria di angoli della nostra terra che meritano di essere ricordati.

E, a quanto pare, il viaggio delle Scatole dei Pensieri è appena iniziato: le prossime installazioni resteranno segrete, in attesa che siano gli esploratori più curiosi a scoprirle.

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