Una lettera per raccontare un’esperienza positiva vissuta all’ospedale Annunziata di Cosenza e, soprattutto, per rivolgere un ringraziamento a chi, nonostante le difficoltà e il carico di lavoro, ha scelto di ascoltare e aiutare un paziente.

A scriverci è Francesco Todaro, 43 anni, residente a San Donato di Ninea, rientrato in Calabria dopo diversi anni trascorsi in Germania. Francesco racconta di aver avuto in passato anche esperienze non positive con la sanità calabrese, ma sottolinea come quanto accaduto nei giorni scorsi gli abbia fatto cambiare prospettiva.
L’uomo, che lavora come autista, ha subito un infortunio mentre scaricava dei farmaci, chiudendosi una mano nel portellone e riportando un trauma. Il giorno successivo si è recato al triage dell’ospedale di Cosenza e, dopo aver completato gli accertamenti in ortopedia, si è accorto a casa che la pratica relativa all’infortunio non era stata compilata correttamente.
Dopo aver contattato telefonicamente l’operatore, Francesco è tornato in ospedale il giorno seguente, affrontando anche un viaggio di circa 150 chilometri. Inizialmente, racconta, gli è stato chiesto di armarsi di pazienza e attendere.
“Vorrei raccontare questa esperienza perché troppo spesso si sentono solo cattiverie e giudizi negativi sui nostri ospedali. Io stesso ho avuto in passato delle esperienze non belle, ma questa volta ho trovato umanità e una persona che non mi ha girato le spalle.
Dopo avermi ascoltato, la dottoressa Ivana Greco si è messa al lavoro per sistemare tutto. Dopo ore di lavoro e di documentazione cartacea, le ho detto: ‘Dottoressa, io non so come ringraziarla’. E lei mi ha risposto semplicemente: ‘È il mio lavoro, stia tranquillo’. Sono parole semplici, ma per me hanno significato molto”.
Francesco sottolinea come, a suo avviso, proprio nei momenti di maggiore difficoltà sia importante riconoscere anche il lato umano di chi lavora quotidianamente all’interno delle strutture sanitarie.
“Lo so, parliamo solo di documenti e per qualcuno può sembrare una sciocchezza. Ma tra tante urgenze avrebbero potuto anche fregarsene e lasciar perdere. E invece così non è stato.
In quei corridoi ho capito che c’è anche del buono e ci sono persone molto umane. Se tutti avessimo un po’ più di comprensione per chi lavora chiuso in un ospedale, ascoltando e parlando con tanti pazienti, forse riusciremmo a vedere anche questo lato della sanità”.
La lettera si conclude con un ringraziamento diretto alla dottoressa Greco e, più in generale, a chi ogni giorno svolge il proprio lavoro negli ospedali.
“Grazie mille, dottoressa Ivana Greco, e grazie a chi, nonostante le difficoltà, continua a mettere umanità nel proprio lavoro. Anche questo fa parte della nostra sanità e credo sia giusto raccontarlo”.
Una testimonianza che Francesco ha voluto affidare alla nostra redazione proprio per ricordare che, accanto alle criticità che meritano di essere raccontate, esistono anche episodi di disponibilità, professionalità e umanità che meritano altrettanta attenzione.










