Lettere 2.0: “Furto a Rende – Rubare è vile. Ma nel mentre distruggere i giocattoli di un bambino è pura crudeltà”

Riceviamo lo sfogo della nostra lettrice Tina:

“IERI, ALLE 13:58, NON HANNO RUBATO SOLTANTO DEGLI OGGETTI. HANNO VIOLATO UNA FAMIGLIA.

A Rende, in via Orso Mario Corbino, ieri tre delinquenti, coperti da tre maschere diverse: una raffigurante un gatto, una maschera di Halloween e una maschera con motivo leopardato, arrivati su una macchina grigia con i vetri oscurati, sono entrati nella casa di mia sorella, una giovane mamma, e del suo compagno, una giovane coppia con un bambino di appena un anno e mezzo.

Una famiglia che, come tante, tra mille difficoltà, lavoro precario, tasse e un costo della vita che aumenta ogni giorno, cerca semplicemente di costruirsi un futuro e dare serenità al proprio bambino.

In pochi minuti hanno messo a soqquadro la loro casa e portato via tutto ciò che aveva un valore economico: oro, gioielli e oggetti appartenenti a tutti e tre i componenti della famiglia. Hanno portato via anche il collier del battesimo del mio nipotino e la fedina di mia sorella.

Ma quello che fa ancora più male è ciò che non aveva alcun valore economico.

Hanno preso la telecamera di casa e un vecchio computer, ormai datato, che mia sorella conservava gelosamente perché dentro c’era una parte della sua vita: le fotografie dell’università, i ricordi dei primi anni, il momento in cui ha incontrato il suo compagno, la loro storia, la nascita e la crescita del loro bambino. Un intero mondo di ricordi che per chiunque altro potrebbe sembrare soltanto un vecchio computer, ma per lei rappresentava una vita intera.

E poi hanno fatto qualcosa che ancora oggi faccio fatica a comprendere.

Hanno distrutto volontariamente i giocattoli di un bambino di un anno e mezzo…

Non li hanno semplicemente spostati o rovesciati cercando qualcosa. Li hanno distrutti. Giocattoli di un bambino piccolo, che non ha fatto nulla a nessuno.

Ed è proprio questo che lascia un’amarezza profonda.

Perché rubare è già un gesto vile. Entrare nella casa di qualcuno, devastarla e portare via ciò che ha costruito con sacrificio è qualcosa che lascia una ferita che va ben oltre il valore delle cose.

Ma accanirsi contro i ricordi e persino contro i giocattoli di un bambino è un gesto di una crudeltà che lascia senza parole.

Ieri mia sorella non ha perso soltanto degli oggetti. Ha perso, almeno per un momento, il senso di sicurezza che dovrebbe essere sacro tra le mura della propria casa.

A chi ha compiuto tutto questo vorrei dire una sola cosa: potete portarvi via l’oro, un computer, degli oggetti. Ma non potrete mai portarvi via l’amore, i ricordi e la famiglia che c’è dietro quelle cose.

E spero con tutto il cuore che possiate essere individuati e che rispondiate delle vostre azioni.

Oggi siamo semplicemente pieni di rabbia, amarezza e impotenza.

E soprattutto ci chiediamo: in che mondo stiamo vivendo, se persino la casa di una giovane famiglia con un bambino di un anno e mezzo non è più un luogo sicuro?”

Immacolata Tina Madeo

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