“Negata l’apertura di una nuova struttura sanitaria per i più fragili, perchè è «esaurito il numero degli accreditamenti»…”

Riceviamo la lettera rivolta al Presidente della nostra Regione Calabria:

“CALABRIA STRAORDINARIA, MA ANCHE PER I SUOI CITTADINI PIÙ FRAGILI?

Lettera aperta al Presidente Roberto Occhiuto e alla Giunta regionale

Egregio Presidente Occhiuto, Egregi Assessori,
definite la Calabria una terra “Straordinaria”. E certamente lo è per il suo mare, le sue montagne, i suoi borghi e i suoi prodotti, doni della natura. Ma può essere davvero straordinaria se i servizi, soprattutto quelli sanitari e socio-assistenziali, non sono almeno sufficienti? La sanità non è fatta soltanto di strutture e macchinari, ma soprattutto di persone.

E proprio qui emerge il problema dell’umanità verso i malati e gli anziani. Un anziano non deve essere considerato un “vecchio”. Vecchi possono essere gli oggetti: una persona rimane una persona, anche quando è fragile e malata. E non è accettabile che l’attenzione possa sembrare diversa per chi non ha conoscenze o il cosiddetto “Santo in Paradiso”. La salute deve essere un diritto uguale per tutti.

C’è poi il problema del personale: come si può garantire un’assistenza dignitosa quando pochi OSS e infermieri devono occuparsi di decine di pazienti? E mi chiedo se al momento dell’assunzione, vengano considerate soprattutto le soft skills, ovvero le capacità umane, relazionali ed empatiche, visto il modo in cui alcuni trattano gli ammalati, soprattutto i più fragili.

E infine, il tirocinante deve essere formato e seguito, non utilizzato per colmare la carenza di personale. Il malato non può diventare una cavia per imparare. Oggi, vivendo direttamente questa esperienza, mi pongo però una domanda ancora più grande. Apro e chiudo una parentesi che non voglia essere il motivo di questa lettera.

Circa un anno fa, quando abbiamo presentato il nostro progetto per una struttura innovativa dedicata alle persone fragili, ci siamo attenuti alle linee guida richieste dall’ASP: non solo macchinari e attrezzature moderne, ma anche intelligenza artificiale, domotica e un numero di OSS e infermieri proporzionato al numero degli ospiti. Abbiamo progettato una struttura mettendo al centro la persona, la sicurezza e la qualità dell’assistenza.

Eppure il progetto non ha potuto trovare spazio non perché abbiamo chiesto contributi per la realizzazione in quanto era tutto a carico nostro ma perché ci è stato riferito che il numero degli accreditamenti disponibili era esaurito.

Ed allora la domanda è inevitabile: se vengono richiesti determinati requisiti per realizzare strutture moderne, con tecnologia e personale adeguato, perché nuovi progetti che rispondono a queste esigenze non possono essere accreditati? E come vengono valutate, invece, le strutture già esistenti rispetto agli stessi standard? Quindi alla luce di ciò chiediamo trasparenza, controlli e criteri uguali per tutti, perché quando si parla di persone fragili non può essere soltanto una questione di numeri e accreditamenti.

Presidente, Assessori, provate a pensare per un momento che quel paziente sia vostro padre, vostra madre o una persona che amate. Accettereste per loro lo stesso trattamento?
La Calabria può essere straordinaria per le sue bellezze. Ma sarà veramente straordinaria quando lo sarà anche nel modo in cui cura, assiste e rispetta i suoi cittadini più fragili.

Perché la vera grandezza di una Regione non si misura soltanto da ciò che mostra al mondo, ma da come tratta chi non può difendersi da solo.

Una cittadina calabrese disposta a fornire più dettagli.”

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