Lettere 2.0: “Annunziata – La premura di un giovane soccorritore questa mattina mi ha fatto piangere…”

Riceviamo le parole emozionate della nostra lettrice Angela:

“Cosenza, Nosocomio dell’Annunziata. Sono in fila, diciamo che sto aspettando che si apra una porta…

Arriva una barella dal P.S, c’è una donna anziana, avrà un 75/80 anni. È così tenera, delicata, bella, ha le mani curate finemente, le noto subito, mi ricordano mamma…

Perde tantissimo sangue dal naso, ha un enorme tampone sulla bocca. Mi avvicino con un coraggio che credevo di aver perso vent’anni fa, quando mia madre là dentro c’è stata mesi e poi mi ha lasciata.

Siamo davanti al reparto “Otorinolaringoiatria”, lo conosco benissimo quel reparto, un ricovero lungo 38 giorni. Mi hanno salvato la vita!

Perché diciamolo che a lamentarci siamo sempre un’eccellente risorsa, ma vanno dette anche le cose belle e quei medici, quegli uomini, quel reparto, nel maggio del 2013 mi hanno letteralmente salvato la vita.

Primario il Dottor Guzzo, medici: il mio amatissimo Dottor LANZA, un uomo meraviglioso oltre che un grande medico, che oggi, in pensione, ancora si rende disponibile. Il Dottor GAGLIARDI, FUCILE il primo a visitarmi, MERENDA, gli infermieri e lei, Teresa Arconte, che persone magnifiche!

Al dunque della mattinata di oggi c’è che alcuni di questi uomini sono rimasti. Sono li, stanchi, ma combattono!

La signora in barella, il sangue, l’urgenza della situazione. Con lei ci sono i ragazzi dell’ambulanza. Non ricordo cosa avessero scritto sulle maglie, forse “Misericordia”, giovanissimi.

Se leggi, tu, testa rasata, carnagione chiara, con la collega bionda, molto dolce e carina, ecco loro, ma soprattutto lui, questo ragazzo va benedetto!

Stava lì e non gli era dovuto, non voleva lasciarla. Una premura nello sguardo. La preoccupazione per la situazione. L’agitazione della circostanza. Lei, sola, ma di fatto c’era lui.

Se qualcuno lo riconosce, direi che merita l’abbraccio di tutta Cosenza e oltre. Le attenzioni di questo giovane uomo mi hanno colpita a tal punto da farmi piangere…

Dio ti benedica. Sei un grande, autista/soccoritore di questa ambulanza di cui non riesco a ricordare il nome.

Sei il figlio che merita ogni madre. Perché diciamo anche che i cosentini hanno un cuore grande…!”

Angela Giordano

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