Riceviamo le parole della nostra lettrice Francesca:

“Lettera aperta a Cosenza 2.0
Ci sono storie che meritano di essere raccontate, non soltanto per le difficoltà che si attraversano, ma anche per le persone che si incontrano lungo il cammino e che riescono a restituirti un po’ di fiducia.
Oggi voglio raccontare la mia esperienza, perché credo sia giusto dare voce non soltanto a ciò che non funziona, ma anche a ciò che merita di essere riconosciuto.
Per tre anni consecutivi sono stata sottoposta a interventi chirurgici a Roma per una fistola anale, con l’ultimo intervento nel 2023. Purtroppo, il problema non si è risolto come speravo. Nel 2024 ho effettuato una risonanza magnetica che ha evidenziato la persistenza della situazione. Ho continuato a convivere con un’infezione importante e con episodi di febbre alta, affrontando un percorso doloroso e difficile, sia fisicamente sia emotivamente.
Arrivare al 2026 con lo stesso problema, dopo tutto quello che avevo già passato, è stato estenuante. Quando affronti per anni interventi, sofferenza e preoccupazioni, ritrovare la forza di affidarti nuovamente a qualcuno non è semplice.
Grazie a una persona a me molto cara, ho avuto la possibilità di rivolgermi al reparto di Chirurgia di Castrovillari e di affidarmi a un medico che, nel mio percorso, ha fatto la differenza.
Ho incontrato un professionista preparato, attento, disponibile e umile, una persona che ha dimostrato prontezza e senso di responsabilità nell’affrontare una situazione delicata come la mia.
E vorrei soffermarmi proprio su questo aspetto, perché quando si parla di sanità non bisogna considerare soltanto gli interventi e le cure, ma anche il modo in cui un medico si rapporta al paziente.
Dopo anni di difficoltà, trovare qualcuno disposto ad ascoltarti, a valutare con attenzione la tua situazione e a seguirti con disponibilità significa molto. Quando sei fragile e provato dalla sofferenza, sentirti accolto e preso sul serio può fare una grande differenza.
Ci sono qualità che non si possono misurare soltanto attraverso un curriculum: l’umiltà, l’attenzione, la disponibilità e la capacità di assumersi responsabilità. Sono qualità che fanno onore a un professionista e che, secondo me, meritano di essere raccontate.
Questa esperienza ha per me un significato particolare anche per un altro motivo.
Proprio quest’estate avevo scritto una lettera per raccontare una mia esperienza negativa al pronto soccorso di Castrovillari. Non rinnego quelle parole, perché raccontavano ciò che avevo vissuto. Ma oggi sento che sia altrettanto corretto raccontare ciò che ho trovato di positivo nel reparto di Chirurgia.
Anch’io, in passato, ho criticato la sanità calabrese. E proprio per questo ritengo importante essere sincera anche oggi: se troviamo il coraggio di parlare quando qualcosa non va, dobbiamo avere anche l’onestà di riconoscere quando incontriamo persone che meritano apprezzamento.
Non significa sostenere che nella nostra sanità tutto funzioni, né dimenticare i problemi che ancora esistono. Significa distinguere, non generalizzare e riconoscere il valore di chi lavora con professionalità e umanità.
La mia esperienza mi ha portata a riflettere su quanto spesso si pensi che per trovare competenza sia necessario andare lontano, fuori dalla propria regione. Eppure, anche qui, nella nostra Calabria, ci sono professionisti che meritano fiducia e rispetto.
La Calabria non è soltanto fatta di criticità. È fatta anche di persone che ogni giorno possono dimostrare quanto preparazione, umiltà e senso del dovere siano importanti nella cura di un paziente.
Per questo oggi desidero dare spazio alla mia esperienza presso la Chirurgia di Castrovillari e riconoscere il valore umano e professionale del medico che mi ha presa in carico.
Non scrivo per contraddire ciò che ho raccontato in passato, ma per aggiungere un’altra parte della mia storia. Perché la correttezza non consiste nel difendere o condannare sempre e comunque, ma nel raccontare le esperienze per quello che sono.
La sanità calabrese ha bisogno di migliorare dove necessario, ma ha anche bisogno che le sue realtà positive vengano riconosciute e valorizzate.
A volte, per cambiare idea, non servono grandi discorsi: basta incontrare una persona che, attraverso il proprio lavoro e il proprio modo di essere, ti dimostra che vale la pena ricredersi.
Affido questa testimonianza a Cosenza 2.0 con la speranza che possa contribuire a una riflessione sincera sulla nostra sanità: senza nascondere le difficoltà, ma senza dimenticare chi merita di essere riconosciuto.
Perché raccontare ciò che non funziona è importante. Ma raccontare anche ciò che funziona è altrettanto necessario.
E oggi, dopo anni di sofferenza, sento che dare voce a questa esperienza sia il modo più giusto per riconoscere il valore di chi mi ha restituito fiducia proprio nella mia terra, la Calabria. Ringrazio pienamente il dottore e il reparto di chirurgia di Castrovillari.”
(Francesca)










