Lunga vita al teatro: il Centro RAT celebra i suoi primi cinquant’anni

Il Centro RAT è pronto ad inaugurare la stagione 2026/2027, un traguardo particolarmente significativo che coincide con la sua cinquantesima stagione di attività

Ad accompagnare questo importante anniversario è il progetto “L’acquario c’inquanta”, ideato da Bruno Lavergata, che restituisce il senso di resistenza e di incanto che ha caratterizzato la storia della compagnia nel corso dei decenni.

Per celebrare l’importante ricorrenza, il prossimo 25 ottobre alle ore 20.30, al Cine Teatro Italia-Tieri, sarà ospite Moni Ovadia con lo spettacolo “Le note di Giufà – Musiche, canti e racconti del Mediterraneo ricordando Antonello Antonante”.

L’evento rappresenterà anche un’occasione per ricordare Antonello Antonante e il suo legame con il personaggio di Giufà, figura che ha contribuito a dare un’identità unica al Centro RAT, portandolo a percorrere teatri e piazze in Italia e nel mondo. Ad accompagnare Moni Ovadia ci saranno Checco Pallone e i suoi musicisti, con musiche originali composte per l’occasione ed eseguite dal vivo.

La regia è affidata a Maurizio Stammati, interprete dal 1998 del Giufà e il mare di Antonello Antonante e da sempre legato da un profondo rapporto umano e artistico con il Centro RAT.

Dopo questo appuntamento celebrativo, dal 15 novembre, sempre al Cine Teatro Italia-Tieri, prenderà il via la rassegna di teatro per ragazzi “Famiglie a Teatro”, mentre dal 16 novembre partirà la rassegna “Scuole a Teatro”, dedicata agli studenti di Cosenza e provincia.

Sono inoltre già iniziati, dal 5 ottobre, i corsi di Teatro, Musica, Arti Figurative e Scrittura Creativa presso il Cubo Giallo della Città dei Ragazzi di Cosenza.

Il cinquantesimo anniversario rappresenta un momento per guardare al percorso compiuto e al legame costruito con la comunità nel corso degli anni.

«Se è vero che “Il teatro non è altro che il tentativo disperato dell’uomo di dare un senso alla vita”, farlo per tutti questi anni, forse, ha dato un senso alla vita di una intera comunità, in cui ognuno di noi (e di voi) ha preso e lasciato una parte di sé a beneficio degli altri».

Lunga vita al Teatro

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