Avere una targa con le proprie iniziali, una data speciale, un numero portafortuna o una combinazione di lettere e cifre scelta personalmente. Quello che in diversi Paesi è già una possibilità da tempo potrebbe diventare presto realtà anche in Italia.

La novità è contenuta nel progetto di riforma del Codice della Strada approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 ottobre scorso e riguarda l’introduzione delle cosiddette targhe personalizzate, che consentiranno agli automobilisti e ai motociclisti di richiedere una specifica combinazione alfanumerica per il proprio veicolo.
Una possibilità attesa da molti anni, ma che finora non aveva mai trovato concreta applicazione nel nostro Paese.
Da quando sarà possibile avere una targa personalizzata?
La prima cosa da sapere è che non sarà possibile scegliere immediatamente la propria targa.
La possibilità di richiedere una combinazione personalizzata era già stata prevista da una riforma del Codice della Strada del 2002, ma non era mai diventata operativa a causa della mancanza delle necessarie disposizioni attuative.
Adesso il nuovo provvedimento prova a sbloccare definitivamente la situazione, introducendo anche i costi del servizio.
L’iter legislativo, tuttavia, deve ancora essere completato e serviranno successivamente specifici regolamenti ministeriali per stabilire le modalità di richiesta, i requisiti e il funzionamento del sistema.
La data indicata per l’entrata in vigore delle nuove disposizioni è il 1° gennaio 2028, ma non è detto che da quel giorno si possa già presentare domanda. Sarà infatti necessario attendere anche l’emanazione delle regole operative e l’adeguamento dei sistemi della Motorizzazione.
In base alle tempistiche previste, l’effettiva disponibilità potrebbe quindi slittare anche ai mesi successivi.
Quanto costeranno le targhe personalizzate?
La novità sarà a pagamento e il costo varierà a seconda del tipo di veicolo.
Le tariffe previste sono:
- Automobili: 600 euro per la coppia di targhe, anteriore e posteriore.
- Motocicli: 360 euro per la targa posteriore.
Per le automobili, il costo comprende 500 euro destinati all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per la produzione delle targhe e altri 100 euro, pari al 20%, destinati al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Per le moto, invece, la tariffa di produzione è di 300 euro, ai quali si aggiungono 60 euro di maggiorazione.
Attenzione: queste cifre riguardano la personalizzazione e la produzione delle targhe. Andranno quindi aggiunti gli eventuali normali costi delle pratiche di immatricolazione.
Come si potranno scegliere lettere e numeri?
La possibilità di personalizzazione riguarderà la combinazione dei caratteri alfanumerici.
Attualmente le targhe italiane seguono uno schema ben preciso: due lettere, tre numeri e altre due lettere (ad esempio AA 123 BB).
L’alfabeto utilizzato comprende 22 lettere: sono escluse I, O, Q e U, per evitare confusioni con numeri e altri caratteri.
Con la nuova disciplina si apre alla possibilità di richiedere una successione personalizzata di lettere e numeri. Saranno però i regolamenti attuativi a definire con precisione quali combinazioni saranno consentite e quanto sarà effettivamente libera la scelta.
Non è quindi ancora possibile affermare che si potrà scrivere liberamente il proprio nome o una parola completa sulla targa.
Una condizione già prevista è che la combinazione richiesta non sia stata precedentemente assegnata a un altro veicolo.
Quali saranno i limiti e cosa bisognerà rispettare?
Personalizzare la targa non significherà poter scegliere qualsiasi scritta.
Dovranno essere rispettati i requisiti stabiliti dalla normativa e dal successivo regolamento, con particolare attenzione alla leggibilità e alla possibilità di identificare immediatamente il veicolo.
Resteranno inoltre invariate le caratteristiche esteriori delle targhe: niente colori particolari, caratteri fantasiosi, simboli, disegni o formati alternativi.
Le targhe continueranno ad avere il tradizionale fondo bianco, i caratteri neri e le bande blu laterali, nel rispetto degli standard previsti.
Non sarà quindi possibile trasformare la targa in uno spazio pubblicitario o utilizzare combinazioni che possano creare equivoci nell’identificazione del mezzo.
Le modalità di presentazione della domanda e i criteri definitivi per escludere determinate combinazioni saranno precisati con le disposizioni attuative.
Come sarà composta la targa? Il formato resterà quello attuale?
Secondo le prime ricostruzioni diffuse dopo l’approvazione della riforma, le targhe personalizzate dovrebbero mantenere il tradizionale formato italiano di sette caratteri, con due lettere, tre numeri e altre due lettere, secondo lo schema AA 000 AA.
La personalizzazione riguarderà quindi la scelta della combinazione alfanumerica, senza stravolgere l’impostazione grafica delle targhe attualmente in circolazione.
Saranno utilizzabili 22 lettere dell’alfabeto: resteranno escluse I, O, Q e U, per evitare possibili confusioni nella lettura. Le tre cifre centrali potranno andare da 000 a 999.
Il formato e i criteri definitivi dovranno comunque essere confermati dalle disposizioni attuative della nuova normativa.
La targa resterà legata all’automobile
Un altro aspetto importante riguarda il rapporto tra la targa e il proprietario del veicolo.
La personalizzazione non dovrà essere confusa con la possibilità di possedere una targa da trasferire liberamente da un’automobile all’altra.
Secondo l’impostazione della nuova disciplina, la combinazione scelta resterà associata al veicolo per il quale è stata richiesta. In caso di vendita o permuta dell’automobile, quindi, la targa rimarrà sul mezzo e non potrà essere trasferita sulla nuova vettura del precedente proprietario.
Chi acquisterà un’altra automobile potrà eventualmente richiedere una nuova combinazione personalizzata, purché disponibile e nel rispetto delle regole.
Resta inoltre da chiarire, attraverso le disposizioni operative, come funzionerà la richiesta per i veicoli già immatricolati e in quali circostanze sarà possibile sostituire una targa ordinaria con una personalizzata.
Una novità che avvicina l’Italia ad altri Paesi
Le targhe personalizzate sono già diffuse in diverse nazioni, dove rappresentano anche un modo per rendere riconoscibile la propria automobile attraverso iniziali, numeri particolari o combinazioni legate alla propria storia personale.
Con questa novità anche l’Italia si prepara ad aprire a una possibilità finora rimasta sostanzialmente sulla carta.
Per gli automobilisti interessati, però, bisognerà ancora avere un po’ di pazienza: i costi sono stati definiti nel progetto di riforma, ma per conoscere tutte le regole e poter effettivamente prenotare la propria targa bisognerà attendere il completamento dell’iter normativo e l’attivazione del servizio.










