Nuovi oneri fiscali e autorizzativi per le sale LAN: cresce il timore degli operatori
Il mondo dell’intrattenimento finisce ancora una volta sotto l’occhio del ciclone, considerando le ultime novità che emergono dalla bozza degli articoli contenuti nella Manovra di Bilancio 2027.
Va precisato che il testo è ancora in aggiornamento, ma l’articolo 25 mostra delle specifiche ben chiare che introducono una nuova tassazione per i giochi senza vincita in denaro e per i simulatori disponibili nei locali commerciali.
In particolare ci si concentra sulle sale LAN, che potranno operare per un biennio solo previa autorizzazione dell’ADM. Per ottenere la licenza è previsto il versamento di 200 € per ogni apparecchio di gioco, 1.000 € per ogni sala e 2.000 € per ogni singolo gioco. Per l’utilizzo della piattaforma di gestione si aggiungerebbero altri 10.000 €.
Applicando l’imposta dell’8%, la tassazione annuale si aggirerebbe intorno ai 1.200 € per ogni apparecchio o postazione e a 2.000 € per i grandi simulatori e le relative postazioni.
Il comparto dell’intrattenimento fisico deve confrontarsi da tempo con costi operativi e gestionali significativi, in un mercato caratterizzato da modelli organizzativi e modalità di fruizione differenti. Parallelamente, anche il segmento digitale continua a registrare volumi economici rilevanti. A luglio, per esempio, la spesa dei casino online è cresciuta del 15,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo i 304 milioni di euro.
Si tratta di comparti con caratteristiche e regole differenti, i cui risultati non possono essere confrontati senza considerare le specificità dei rispettivi modelli economici e normativi.
Eppure, il Governo giustifica il nuovo impianto normativo anche attraverso una previsione di forte espansione del comparto. Secondo la relazione tecnica che accompagna il Disegno di Legge, le sale LAN presenti sul territorio nazionale passerebbero dalle circa 200 attualmente stimate a 2.300 strutture, a partire dal 2028.
Una stima che non si basa su dati certi relativi alla diffusione del settore, come riconosce la stessa relazione tecnica, ma sull’ipotesi che venga attivata una sala LAN per ciascun comune italiano con più di 5.000 abitanti. Su queste basi, si prevede un gettito annuale di 55,2 milioni di euro derivante dall’imposta sugli intrattenimenti (ISI) a partire dal 2028.
Lo scetticismo degli addetti al settore permane, insieme alla speranza che queste misure non siano approvate in via definitiva. Perché prima ancora della prospettiva che vede l’apertura di nuove sale, va scongiurata quella della chiusura definitiva delle realtà esistenti.










