Giustizia al bivio: dibattito a Torano Castello sul referendum che interessa i cittadini

Sala gremita per il confronto tra magistrato e avvocato: tra diversi scenari di riforma, il voto chiama i cittadini a riflettere. La sala si è trasformata ieri, venerdì, in un vero laboratorio di partecipazione civica, al centro del dibattito sul Referendum sulla Giustizia 2026, chiamato a definire aspetti importanti del sistema giudiziario italiano.

L’incontro è stato introdotto dal Vicesindaco Avv. Pasqualino Maio, figura di riferimento per il Comune e stimato professionista del foro, e moderato dalla Dott.ssa Elvira Sangineto, giornalista. Il Vicesindaco Maio ha aperto l’evento con parole che hanno sottolineato l’importanza dell’informazione e della partecipazione dei cittadini, dimostrando competenza e autorevolezza sia in ambito istituzionale sia professionale.

Sul palco, due voci autorevoli: l’Avv. Gianpiero Calabrese, a favore del “Sì”, ha illustrato come la riforma possa rendere più trasparente e responsabile il funzionamento della giustizia.

Di fronte a lui, il magistrato Dott. Biagio Politano, sostenitore del “No”, ha evidenziato l’importanza di preservare l’indipendenza della magistratura e garantire la coerenza del sistema.

Il dibattito ha alternato analisi, esempi concreti e scenari futuri. Il pubblico, numeroso e attento, ha posto domande sui quesiti referendari, dimostrando interesse e partecipazione. Tra i temi discussi: equilibrio tra autonomia ed efficienza, gestione dei processi e possibili effetti pratici del referendum per magistrati e cittadini.

Al termine dell’incontro, il messaggio dei relatori è stato chiaro: la posta in gioco è alta e il referendum rappresenta un momento di responsabilità civica che richiede conoscenza e riflessione. “Eventi come questo”, ha sottolineato il Vicesindaco Maio, “servono a informare, stimolare il dibattito e permettere a ciascun cittadino di formarsi un’opinione autonoma e ragionata”.

L’evento dimostra che, anche nei comuni più piccoli, il confronto aperto e documentato può diventare modello di partecipazione civile. Una dimostrazione concreta che la democrazia si nutre di informazione, dialogo e scelte consapevoli e che il futuro della giustizia riguarda tutti, senza eccezioni.

Luca Vadino

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