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“Io licenziata e mio marito subisce l’abbassamento di stipendio. Non sappiamo come arrivare a fine mese.”

Riceviamo le parole della nostra lettrice:

 

 

“Buongiorno, confido in un vostro supporto per diffondere il mio sfogo.

Sono mamma di 3 figli, licenziata qualche anno fa e in cerca di lavoro. Ma alla mia età è difficile ritrovare ciò che mi hanno tolto: la dignità. Ma tralasciando ciò, fino ad oggi con lo stipendio di mio marito siamo riusciti ad andare avanti. Tra mutuo, università, scuola, sport e spesa ordinaria, per vivere riusciamo ad arrivare a fine mese tranquillamente.

Ora il buio. Mio marito qualche giorno fa torna a casa giù di morale, nervoso, conoscendomi non mi dice nulla. Solo oggi mi ha raccontato che l’azienda per cui lavora, Ferrovia della Calabria, vuole abbassare gli stipendi.

Vorrei porre ai dirigenti, al Presidente della nostra Regione delle domande:
“Avete anche voi figli?”
“Avete anche voi mutuo da pagare?”
“Avete anche voi una famiglia da crescere e tante bocche da sfamare?”

Beh, se la riposta è si, allora vi dico Vergognatevi! Vergognatevi perché noi, gente umile, grazie a voi e alla vostra idea, non so se riusciremo ad arrivare a fine mese, non so se riusciremo ad assicurare una vita dignitosa ai nostri figli. Non lo so proprio! Perché il caro vita di oggi, che ahimè pesa sulla popolazione, forse non grava su di voi.

Invece di aiutare il lavoratore a guadagnare qualcosa in più, magari abbassandovi il vostro salario, tagliate il povero. State abbassando non solo uno stipendio, ma state abbassando la possibilità ai nostri figli di continuare a crescere nella tranquillità creata.
Vi auguro, prima di firmare, di ripensarci, perché oggi noi siamo in difficoltà, domani potete essere pure voi! E poi forse capirete ciò che si nasconde dietro questa lettera. La disperazione…!!!”

(Lettera firmata)

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