Riceviamo lo sfogo di una nostra lettrice:

“Spett.le redazione di Cosenza 2.0,
sono una neo mamma, ho una bimba di quasi 5 mesi e, dopo averci pensato e ripensato, ho deciso di far sentire la mia voce tramite voi a causa di uno spiacevole episodio capitatomi 10 giorni fa, più o meno.
Nello specifico, mi trovavo su corso Mazzini con mia cognata, stavamo facendo una bella passeggiata, data la giornata di sole e la temperatura mite, adatta anche alla bambina. Come ogni lattante, ad un certo punto, la mia piccola ha avuto necessità di un cambio pannolino, quindi entriamo in un bar del corso chiedendo la gentilezza di poter utilizzare i servizi, ma non ero pronta alla risposta che di lì a pochi secondi mi sarebbe toccato ascoltare:
“Non abbiamo il fasciatoio” (cosa grave di per sé nel 2026) ma alla mia replica in cui comunicavo di aver tutto anche un “fasciatoio portatile” nello zaino, mi veniva risposto che “nel bagno non ci sono superfici dove poggiare la bambina, non abbiamo neanche il copriwater”.
Lì per lì, rimaste completamente spiazzate, io e mia cognata ringraziamo ugualmente e usciamo, recandoci nell’attività successiva, ma la decisione è cresciuta ancora di più quando anche la seconda attività ha dato la stessa risposta, e così la terza attività, la quarta, finché per sfinimento ci stavamo dirigendo nuovamente verso l’auto così da poter effettuare il fatidico cambio pannolino.
Ad un certo punto, dal momento che il pianto della bambina era davvero esagerato, decidiamo di chiedere la cortesia alle commesse di un negozio di vestiti, nello specifico Zuiki. Una delle ragazze gentilmente ci ha fatte accomodare sul retro, rimanendo insieme a noi per ovvie ragioni, e dandoci la possibilità finalmente di venire incontro all’esigenza di mia figlia.
Da neo mamma scrivo questa lettera per denunciare un episodio davvero increscioso. Giornalmente noi mamme combattiamo per far che i nostri piccoli stiano sempre al meglio, ma avere un fasciatoio penso sia davvero il minimo per una società che si possa definire davvero civile!
Grazie per avermi dato voce!
Una mamma indignata”









