Lettere 2.0: “Vorrei chiarire ai clienti che anche noi commesse siamo persone con una dignità”

commesse

Riceviamo dalla nostra lettrice che preferisce restare anonima:

 

Immagine di archivio

 

Dopo una triste vicenda avvenuta all’interno del negozio (abbigliamento bambini) accaduta in questi giorni, mando a voi di Cosenza 2.0 uno sfogo che ritengo rappresenti un po’ quello che è lo stato d’animo di molte commesse:

Sono una Commessa. Ma prima di tutto sono una persona. Lavoro tutti i giorni, tutto il giorno, dalla mattina alla sera. Ho a che fare con mamme e bambini e la prima cosa che indosso prima di entrare in negozio è il sorriso, accompagnato da cordialità e tanta pazienza. Cerco sempre di dare il massimo, in ogni cosa che faccio ci metto il cuore..perché amo il mio lavoro, amo avere a che fare con il pubblico (seppur talvolta impegnativo) e amo l’ambiente in cui mi trovo. Cerco sempre di soddisfare ogni esigenza dei miei clienti, dalla più semplice alla più assurda e incomprensibile, cerco di chiarire ogni loro dubbio a qualsiasi ora del giorno e della notte (anche quando alle 3 di notte mi sveglio per bere un po’ d’acqua e mi ritrovo i loro messaggi) e cerco di fare il possibile affinché nessuno possa restare deluso.

Ma ecco che alla prima occasione, alla prima luna storta, al primo desiderio impossibile non esaudito perdi il terreno sotto i piedi e iniziano ad infangarti rinnegando tutto il bene che hai fatto precedentemente proprio per loro. E nonostante tutto tu continui a cercare, attraverso quel briciolo di pazienza rimasto, di rimediare, di giustificare, di farti comprendere..ma non funziona, la tua dignità e tutto il lavoro che hai svolto incessantemente fino a quel momento viene reso improvvisamente tempo perso, o meglio, tempo mai esistito.

Senza entrare nello specifico di quanto accaduto …ad oggi mi sento di rivolgermi a voi, cari clienti:

Penso e spero di svolgere il mio lavoro al meglio, cercando di imparare e migliorare giorno dopo giorno..ma ci tengo a ricordarvi che quando mettete piede in un negozio, i commessi che vi trovate di fronte sono PERSONE, dotate di un cervello di un cuore e di un’anima, ed è proprio per questo che non potete e non dovete pretendere di aver sempre ragione. La regola che il cliente ha sempre ragione è una regola assurda inventata dal cliente stesso. Indossare un velo di umiltà non può servire ad altro che renderci migliori.

(Lettera firmata)

 

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