“Noi che siamo tornati in Calabria ad allevare bachi da seta”

Miriam, Domenico e Giovanna dopo alcune esperienze al Nord hanno deciso di riscoprire l’allevamento del baco e la lavorazione della seta al Sud. La loro storia è raccontata su “Corriere Buone Notizie” in edicola da ieri 27 dicembre

 

 

“Succede a San Floro (CZ), nella Valle del Corace, a qualche decina di chilometri da Catanzaro, un territorio che tra il 1300 e il 1700 è stato definito «capitale europea della seta». Miriam, laurea in lingue, ex hostess di terra della Lufthansa alla Malpensa, dopo essere stata licenziata ha deciso che avrebbe voluto «scaldarsi» al sole della Calabria e mettere radici nella sua terra per valorizzare le risorse locali. Domenico, laurea in Scienze politiche, dopo aver bussato in cerca di lavoro a Milano e in Germania anche lui ha deciso di scendere in Calabria e promuovere il territorio. Hanno costituto insieme a Giovanna, l’artista del trio, la cooperativa «Nido di Seta» e si sono imbarcati in un «viaggio alla riscoperta della seta».

Oggi producono stoffe, sciarpe e gioielli unici, nati dall’incontro tra seta e ceramica di Squillace. Le colorano con ingredienti naturali come succo di cipolla di Tropea, uve di Cirò e bucce di melograno. Miriam e Domenico si sono affidati a San Lorenzo per chiedere il conforto e l’aiuto affinché questa loro idea potesse avverarsi. Così la notte del 10 agosto del 2014 i due ragazzi, in gran segreto, senza che nessuno sapesse il sogno dell’altro hanno espresso alla stella cadente il loro desiderio. Che si è avverato. I ragazzi del “Nido di Seta” si occupano anche di confezionare le more e organizzare per i turisti visite guidate all’interno della pineta che circonda il gelseto. È qui che si può ammirare l’intero ciclo dell’allevamento del baco ed assistere al processo di lavorazione.”

Fonte ed approfondimenti: Corriere della Sera