L’Università della Calabria lancia la “Birra 45C”: il microbirrificio digitale che forma gli ingegneri del futuro

birra unical

All’Unical nasce LEONARDO, una Learning Factory d’avanguardia dove gli studenti di Ingegneria Gestionale governano la produzione brassicola attraverso Intelligenza Artificiale, Digital Twin e Realtà Aumentata

La didattica universitaria contemporanea scende dalle cattedre per immergersi nella sperimentazione concreta. All’Università della Calabria, il volto dell’apprendimento è oggi quello del progetto europeo Erasmus+ LEONARDO (Learning & Experimentation Open-Access factoRy for inDustrial wOrkforce 5.0). L’iniziativa ha trasformato il corso di Smart Factories in un’esperienza immersiva, mettendo a disposizione degli studenti un microbirrificio didattico interamente digitalizzato.

Non si tratta solo di produrre birra, ma di gestire un ecosistema complesso dove Internet of Things (IoT), Realtà Aumentata (AR), Intelligenza Artificiale e simulazioni Digital Twin convergono. In questo scenario di “Industria 5.0”, la tecnologia non sostituisce l’uomo, ma ne potenzia le capacità in un’ottica squisitamente umanocentrica.

Il debutto della birra “45C”: la sinergia tra ricerca e impresa

Il progetto è il frutto di una collaborazione strategica tra il corso di laurea in Ingegneria Gestionale dell’Unical, il team di Impianti Industriali e la software house CAL-TEK Srl. I laboratori del DIMEG hanno ospitato un momento cruciale: l’avvio della produzione del lotto di birra “45C”, interamente gestito dagli studenti.

Operando come veri responsabili di processo, i futuri ingegneri hanno interagito con sistemi di AI per il monitoraggio della qualità e strumenti di realtà aumentata per l’assistenza operativa. LEONARDO si configura così come un caso unico in Italia: una learning factory non convenzionale che prepara i professionisti di domani non solo a utilizzare le macchine, ma a governarle con responsabilità ed etica.

“Teoria e pratica nel segno dell’Europa”

Antonio Padovano, professore Associato presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale e Responsabile del Laboratorio USS di Simbiosi Uomo-Tecnologia, spiega la genesi e gli obiettivi dell’iniziativa:

“È un progetto che nasce nell’ambito del quadro di un programma europeo innestato all’interno di Erasmus come un progetto internazionale che coinvolge l’Unical e il nostro laboratorio come coordinatori, l’Università di Malta, l’Università di Scienze Applicate dell’Alta Austria, una startup – un’azienda locale Caltek s.r.l. – e EIT Manufacturing, un istituto europeo di digitalizzazione e manifattura digitale.

L’obiettivo è proprio quello di trovare nuovi modi per creare un connubio tra quella che è la teoria che viene insegnata a lezione in ambito fabbrica intelligente con quello che è invece il mondo industriale, molto pratico, molto applicativo.

Questo è quindi un ambiente che noi denominiamo ‘Learning Factory’, come un laboratorio in cui lo studente sperimenta diverse tecnologie digitali, dall’intelligenza artificiale, alla realtà virtuale aumentata, al controllo remoto e digitale di diversi strumenti, fino anche a dispositivi mobili come tablet e smartphone che consentono anche a chi ha poche competenze nel gestire un processo industriale manifatturiero a svolgere il suo lavoro con alti standard qualitativi.

Quindi noi abbiamo allestito diversi ‘Learning Corner’ – diversi angoli di apprendimento – proprio per creare degli spazi utilizzati dagli studenti per capire l’applicabilità pratica e fattiva di queste tecnologie digitali in ambito manifatturiero.”

Scalabilità e futuro: l’interesse delle grandi aziende

Il modello sviluppato all’Unical non è destinato a rimanere confinato nelle aule accademiche. La metodologia e le tecnologie implementate presentano un altissimo potenziale di trasferimento tecnologico verso il mercato reale. Alla domanda sulla futuribilità del progetto, il Professor Padovano risponde:

“È un procedimento che assolutamente può essere replicato su vasta scala, tant’è che abbiamo diverse collaborazioni in corso sia con birrifici artigianali calabresi che, diciamo, abbiamo ricevuto interesse anche da aziende nazionali di birra che erano interessate proprio a vedere il laboratorio e a capire come effettivamente stiamo lavorando per creare le possibili tecnologie del futuro che possono essere utilizzate all’interno di un birrificio, ma non solo”

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