Fede, teatro e storia: la “Passione di Cristo” di Altilia si rinnova alla sua VII edizione

La rappresentazione calabrese porta in scena Dante, Francesco di Paola, Gioacchino da Fiore e San Sebastiano

C’è un momento, ogni anno, in cui il piccolo comune di Altilia, nel cuore della Calabria, smette di essere solo un paese e diventa palcoscenico. Accade con la “Passione e Resurrezione di Cristo”, giunta quest’anno alla sua settima edizione, uno dei rari esempi in cui teatro popolare, memoria religiosa e coesione comunitaria si fondono in un unico atto espressivo.

La manifestazione, organizzata da Altilia Eventi, è in programma il 28 marzo alle ore 20.00 e si preannuncia particolarmente ricca sul piano drammaturgico. Per la prima volta, accanto alla narrazione evangelica, trovano spazio alcune delle figure più emblematiche della storia cristiana e della cultura italiana: San Francesco di Paola, simbolo dell’umiltà al servizio degli ultimi; Gioacchino da Fiore, il mistico calabrese che scrutò i segni della speranza nella storia; Dante Alighieri, il poeta del viaggio verso la luce; e un soldato romano la cui conversione lo porterà a diventare San Sebastiano.

Il filo che lega queste presenze è una domanda comune: come riconoscere il volto di Dio nel sofferente? È la stessa domanda che il centurione romano formula nel Vangelo di Marco – “Veramente quest’uomo era Figlio di Dio” – e che risuona come tema unificante dell’intera rappresentazione.

Sul palco, oltre 100 tra attori e figuranti, con le compagnie teatrali di Belsito e Mangone. Una produzione corale, nata dal territorio, per il territorio.

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