È stata ufficialmente presentata sabato 21 marzo, a Mongrassano Scalo, l’associazione Radici e Futuro

Un nome che è già una dichiarazione d’intenti perché si propone come un ponte tra identità territoriale e nuove prospettive di sviluppo sociale
In realtà, più che un esordio, si tratta della formalizzazione di un percorso già profondamente radicato nell’anima del territorio: dall’organizzazione di due edizioni del presepe alle iniziative solidali per le popolazioni colpite dalle recenti alluvioni in Calabria, fino alla raccolta di uova di Pasqua destinate ai piccoli pazienti della pediatria dell’ospedale civile dell’Annunziata. Un impegno concreto che continua con nuovi progetti già pronti a prendere forma.
La giovane età del presidente, Diego Domenico Diodati, di appena diciannove anni, è un dato simbolico potente: la dimostrazione che le nuove generazioni non sono spettatrici passive, ma protagoniste attive, capaci di costruire, unire e guidare processi di cambiamento.
«È dalle radici profonde che desideriamo guardare avanti – ha dichiarato Diodati –. Il simbolo dell’associazione racconta esattamente questo: un albero le cui radici rappresentano le nostre origini e i valori che ci tengono uniti, mentre i rami protesi verso l’alto indicano crescita, cambiamento e speranza. Attorno, dei bambini che si tengono per mano: simbolo di unità, inclusione e continuità tra generazioni».
Alla presentazione sono intervenute diverse personalità del mondo istituzionale, accademico e associativo.
Gianluca Grisolia, assessore del Comune di Mongrassano, ha sottolineato con orgoglio il valore di queste iniziative: «Vedere nascere un’associazione nel territorio in cui sono cresciuto mi riempie di orgoglio. Queste iniziative danno la possibilità ad altri giovani di seguire l’esempio e rappresentano uno strumento concreto per restare nei propri territori. La nostra comunità, pur piccola, conta molte realtà attive: segno di una forte volontà di partecipazione». Grisolia ha poi richiamato i principi costituzionali che sostengono l’associazionismo, soffermandosi sulla sussidiarietà orizzontale.
Un concetto ripreso e ampliato da Anna Morrone, consigliera comunale di Castrolibero e docente, che ha posto l’accento sulla dimensione educativa: «Le associazioni sono veri e propri spazi di costruzione sociale, luoghi in cui si co-progetta e si condividono esperienze. L’ideale sarebbe la realizzazione di una comunità educante. I giovani rappresentano quella forza capace di innescare il cambiamento».
Morrone ha anche richiamato una riflessione più ampia sul senso dell’agire pubblico, ispirata al pensiero del gesuita Pio Parisi: «Oggi più che mai abbiamo bisogno di un cambio di prospettiva: parlare meno e ascoltare di più, cercare il senso anziché il consenso, scegliere il noi al posto dell’io».
Emozionante anche l’intervento di Francesco Lo Giudice, docente di sociologia generale e cultore di sociologia politica, che ha definito la nascita di Radici e Futuro «un fiore che sboccia», destinato a contribuire a una nuova stagione per il territorio: «Ogni associazione che nasce è un’opportunità. Il nome scelto richiama il tema del turismo delle radici, una risorsa straordinaria per la Calabria. Esiste un’intera generazione di figli e nipoti di emigrati che guarda a questa terra con nostalgia e desiderio di riscoperta. Intercettare questo bisogno significa creare sviluppo, identità e legami».
E ancora una riflessione incisiva sul valore dell’impegno civico: «Nell’antica Grecia chi si curava solo dei propri interessi veniva definito “idiótes”, colui che non si rendeva conto che la felicità individuale passa inevitabilmente attraverso quella collettiva».
A chiudere il ciclo degli interventi è stata Assunta De Francesca, studentessa di scienze politiche, conduttrice televisiva e cofondatrice del movimento di associazionismo giovanile Conthackto, un laboratorio di idee e innovazione.
«Racconto la mia esperienza come testimonianza rivolgendomi ai componenti dell’associazione Radici e Futuro, affinché veramente credano nel potere e nel valore dell’associazione facendo in modo che essa diventi un modo alternativo di fare politica e un esercizio costante di democrazia».
All’associazione Radici e Futuro, buon cammino.
Elvira Sangineto











