Riceviamo le parole disperate di una nostra lettrice (che per ovvie ragioni preferisce restare anonima)

Un grido silenzioso nel cuore della notte. Una richiesta d’aiuto che rischiava di restare senza risposta. È la testimonianza drammatica arrivata alla nostra redazione da parte di una donna di 57 anni, residente nel Cosentino, che da tre anni combatte contro una grave depressione e che oggi denuncia un problema che riguarda tante persone fragili: la difficoltà di trovare un supporto immediato nelle ore notturne.
La donna, seguita dal Centro di Salute Mentale di Cosenza, racconta di aver vissuto nelle scorse ore una crisi profondissima, al punto da pensare di farla finita. Nel momento più buio della notte avrebbe cercato disperatamente un numero da chiamare, qualcuno con cui parlare, una voce capace di ascoltare e fermare il precipizio emotivo. Ma, secondo il suo racconto, non avrebbe trovato alcun riferimento concreto disponibile in quelle ore.
Una denuncia forte, dolorosa, che riporta al centro dell’attenzione il tema della salute mentale e dell’assistenza psicologica h24, soprattutto in un periodo storico in cui depressione, ansia e disagio sociale colpiscono sempre più persone.
“Buongiorno, sono una donna di 57 anni e da tre anni sono in cura al Centro di Salute Mentale di Cosenza per una gravissima depressione. Questa notte ho avuto una crisi terribile. Mi sentivo persa, volevo farla finita. Ho preso il telefono e ho cercato su Google un numero da chiamare, qualcuno che potesse ascoltarmi, aiutarmi, impedirmi di compiere un gesto estremo.
Ma dopo mezzanotte sembra che il dolore non interessi più a nessuno. Non esiste un numero facile da trovare, un supporto immediato, una voce umana pronta a rispondere. Dopo le 00:12 puoi anche morire, questa è la sensazione che ho provato.
Sono sola, orfana dall’età di dieci anni, e in certi momenti la solitudine diventa un abisso. Questa notte, paradossalmente, a salvarmi è stata la mia gattina che aveva appena partorito. Mi sono fermata guardando quei piccoli cuccioli.
Poi leggiamo di tragedie, di mamme che si tolgono la vita insieme ai figli, di persone che crollano nel silenzio. Ma chi si pone davvero il problema di cosa accade nel cuore della notte a chi sta male? Quante persone cercano un aiuto e non trovano nessuno disposto ad ascoltare?
Forse servirebbe semplicemente una voce dall’altra parte del telefono. Un numero sempre attivo. Qualcuno che dica: “Resisti, non sei sola”. Perché il vero dramma è sentirsi invisibili proprio nel momento in cui si avrebbe più bisogno di essere salvati.”
Parole che colpiscono e fanno riflettere. La salute mentale continua infatti a rappresentare una delle emergenze più sottovalutate, mentre sempre più cittadini lamentano carenze nei servizi di supporto psicologico, soprattutto durante le ore notturne e nei momenti di emergenza emotiva.
La lettera ricevuta non è soltanto uno sfogo personale, ma l’appello di chi chiede maggiore attenzione verso un disagio spesso silenzioso, nascosto dietro le mura di casa e consumato nella solitudine. Un tema delicato che riguarda non solo le istituzioni sanitarie, ma l’intera comunità.









