“L’odissea del volo Valencia-Lamezia: 20 ore d’inferno tra cancellazioni, malori e abbandono”

Riceviamo il racconto della nostra lettrice Arianna:

“Mi chiamo Arianna e desidero raccontarvi il trauma e l’odissea che io e centinaia di altri passeggeri abbiamo vissuto tra il 17 e il 18 agosto scorsi, abbandonati a noi stessi durante il volo di rientro con la compagnia Ryanair sulla tratta Valencia-Lamezia Terme.

Tutto ha inizio il 17 agosto: il nostro volo sarebbe dovuto partire da Valencia alle 19:50. Dopo una prima attesa di tre ore senza che nessuno ci fornisse la minima spiegazione o motivazione sul ritardo, veniamo finalmente fatti salire a bordo. Pensavamo fosse la fine dell’attesa, invece si è rivelata una vera e propria trappola.

Ci hanno tenuti rinchiusi dentro l’aereo per ben due ore, senza aria condizionata. Un’agonia insopportabile con temperature altissime: bambini che piangevano disperati, due persone svenute per il caldo e la mancanza d’aria e persino una donna incinta in forte sofferenza.

Nessun supporto, nessuna spiegazione. Solo una presa in giro.

Alle 22:00 circa arriva la prima doccia fredda: il volo viene ufficialmente cancellato. Ci assicurano che ci avrebbero trovato una sistemazione in albergo, promessa che si è rivelata del tutto falsa.

Come “risarcimento” immediato ci vengono consegnati dei voucher da appena 4 euro; un insulto, considerando che in aeroporto una bottiglia d’acqua costa 3,80 € e che con quella cifra non si compra nemmeno l’essenziale.

Senza un alloggio e con il volo riprogrammato per la mattina successiva alle 10:50, siamo stati costretti a trascorrere la notte dormendo per terra in aeroporto, lasciati letteralmente a noi stessi.

Il giorno seguente, il 18 agosto, il calvario riprende. Sul tabellone l’orario slitta prima alle 13:50. Ci fanno fare persino la passerella di imbarco per raggiungere l’aereo, per poi farci tornare indietro a metà strada con una scusa surreale: l’equipaggio non era completo per poter effettuare la tratta.

Tornati al gate, verso l’1:50 esce la scritta definitiva che ci fa gelare il sangue: Lamezia Cancellato.

A quel punto, stremati da oltre 18 ore di privazioni e prese in giro, la rabbia è esplosa. Al posto del nostro volo per Lamezia appariva improvvisamente l’imbarco per Praga.

Per far valere i nostri diritti più basilari abbiamo dovuto occupare il gate: è stato solo con le maniere forti e la protesta di noi passeggeri esasperati che siamo riusciti a fare pressione affinché ci riassegnassero un volo.

Siamo riusciti a decollare soltanto il 18 agosto alle 15:50, con quasi 20 ore di ritardo accumulato rispetto all’orario originale, senza alcun tipo di assistenza, senza rimborsi immediati, senza un pasto decente e con il terrore addosso.

Ciò che abbiamo vissuto con Ryanair non è stato solo un disservizio, è stato un vero e proprio trauma psicologico e fisico. Chiedo che questa storia venga raccontata affinché non si faccia finta di nulla di fronte a simili comportamenti che calpestano la dignità dei viaggiatori.

Distinti saluti,
Arianna”

Subscribe to Our Newsletter

Keep in touch with our news & offers

Enjoy Unlimited Digital Access

Read trusted, award-winning journalism. Just $2 for 6 months.
Already a subscriber?
Condividi il post