Laboratorio Civico: “A Rende il traffico non è più un semplice disagio quotidiano”

Riceviamo il seguente comunicato dal “Laboratorio Civico” di Rende:

“A Rende il traffico non è più un semplice disagio quotidiano. È diventato il simbolo di un’amministrazione che continua a ignorare una realtà evidente agli occhi di tutti.

Nei giorni scorsi, con il ritorno delle scuole a pieno regime, è bastato il normale flusso di studenti, famiglie, lavoratori e pendolari per riportare la città nel caos. Code interminabili, rallentamenti, incroci congestionati e tempi di percorrenza sempre più lunghi hanno trasformato ancora una volta la mobilità urbana in un percorso a ostacoli.

Ma il problema non si limita al fastidio degli automobilisti. Significa più carburante consumato, più emissioni inquinanti, più rumore, più tempo sottratto alla vita delle persone. Significa anche penalizzare le attività economiche e commerciali, costrette a fare i conti con una viabilità che non riesce più a distribuire e governare in modo efficace i flussi della città.

Eppure non si tratta di un evento imprevedibile.

Era esattamente ciò che avrebbe dovuto essere valutato prima di modificare l’assetto della circolazione. Da mesi cittadini, commercianti e rappresentanti istituzionali segnalano criticità legate ai cambi di senso di marcia, allo spartitraffico di via Kennedy e ad altri interventi che hanno profondamente inciso sulla viabilità cittadina.

Il tema è arrivato anche in Consiglio comunale, dove è stata chiesta una discussione seria sull’aumento dei flussi di traffico, sull’ascolto della cittadinanza e sulla necessità di dotare Rende di un vero Piano Urbano della Mobilità Sostenibile.

Nonostante tutto, l’amministrazione continua a procedere come se nulla stesse accadendo.

Ma quante prove servono ancora?

Una città non si governa disegnando sulla carta una viabilità che nella pratica genera imbottigliamenti. Non si governa modificando sensi di marcia, realizzando spartitraffico o intervenendo su intersezioni e rotatorie senza una valutazione approfondita degli effetti complessivi sulla mobilità urbana. E soprattutto non si governa ignorando ciò che accade quando la città torna a vivere la sua normalità.

Il punto politico, ormai, è evidente.

Perché il sindaco continua a rimanere indifferente agli appelli di cittadini, pendolari e operatori economici? Perché non si apre finalmente una riflessione seria su un modello di mobilità che, alla prova dei fatti, non sta producendo i risultati promessi?

Non chiediamo miracoli. Chiediamo buon senso, capacità di ascolto e disponibilità a confrontarsi con la realtà. Chiediamo il coraggio di correggere scelte che si stanno dimostrando inefficaci.

Perché tornare sui propri passi quando una decisione non funziona non rappresenta una sconfitta politica.

Rappresenta, al contrario, il senso più autentico dell’amministrare.

Oggi Rende ha bisogno di questo: meno ostinazione, meno interventi frammentati e scollegati tra loro, più programmazione e una visione organica della mobilità urbana, capace di tenere insieme scuola, lavoro, commercio, ambiente e qualità della vita.

Il traffico non è una lamentela da social network.

È una questione politica, economica e sociale. E continuare a far finta di niente non è più un’opzione.”

Laboratorio Civico

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