Pedace – Festa della Madonna Maria Addolorata “La Pecorella”: fede, tradizione e “cuccìa”

Pedace si prepara alla festa della Madonna Maria Addolorata “La Pecorella”: tra fede, tradizione e il profumo della “cuccìa”

PEDACE – CASALI DEL MANCO. C’è un momento dell’anno in cui Pedace, paese presilano nel territorio di Casali del Manco, torna a stringersi attorno alle proprie radici. È quello dei festeggiamenti in onore della Maria Santissima Addolorata, la tradizionale festa della Pecorella, appuntamento che unisce devozione religiosa, musica, spettacolo e soprattutto il forte senso di appartenenza di una comunità.

Dal 19 al 28 settembre 2026, Casali del Manco e in particolare la comunità di Pedace vivranno giorni intensi, con un programma ricco di appuntamenti religiosi e civili, come indicato nella locandina ufficiale della manifestazione.

Ma la festa della Pecorella non è soltanto un evento inserito nel calendario. È una tradizione che si tramanda di generazione in generazione e che ogni anno riesce a richiamare anche tanti emigrati che ritornano nel proprio paese d’origine. Sono persone partite da Pedace molti anni fa, alcune delle quali vivono ormai lontano dalla Calabria, ma che conservano nel cuore il legame con la propria terra. Per loro, tornare a settembre significa ritrovare familiari, amici, vicoli, profumi e consuetudini dell’infanzia.

La “cuccìa”, il sapore della memoria

Tra le tradizioni gastronomiche legate alla festa occupa un posto particolare la cuccìa, il tradizionale piatto a base di grano cotto con carne di maiale o capra, preparato secondo l’antica consuetudine e cotto nel forno a legna, è un piatto semplice, ma proprio nella sua semplicità racchiude una parte importante della memoria familiare di Pedace. La preparazione richiede tempo e pazienza e diventa spesso un momento di condivisione: il grano viene preparato secondo le consuetudini tramandate dalle famiglie e la cottura nel forno a legna contribuisce a conservare quel sapore antico che difficilmente può essere riprodotto altrove.

La cuccìa, più che una semplice pietanza, rappresenta dunque un pezzo di identità locale. È il gusto delle case di una volta, delle famiglie riunite, delle feste attese per mesi e di quei sapori che gli emigrati, una volta lontani, portano con sé come ricordo della propria terra. Ed è proprio attraverso queste tradizioni che la festa riesce a parlare anche alle nuove generazioni: non soltanto attraverso le celebrazioni religiose e gli spettacoli, ma anche attraverso il cibo, i gesti e le ricette che raccontano la storia di una comunità.

Il programma religioso

I festeggiamenti prenderanno il via sabato 19 settembre con il suono delle campane, il rullio dei tamburi, le note della Banda Musicale Città di Casali del Manco e il lancio dei petardi. Alle 17.00 è previsto il Santo Rosario e alle 17.30 la Santa Messa. In serata, alle 18.30, si svolgerà la processione della venerata statua della Madonna fino alla Chiesa Parrocchiale, accompagnata dall’omaggio floreale dei bambini e dalla recita del settenario.

Dal 19 al 28 settembre, ogni sera alle 17.30, sono previsti Rosario e Santa Messa, con le confessioni e la preghiera alla Madonna Addolorata.

Il programma proseguirà con altri momenti di preghiera e comunità: il Rosario tradizionale dal 20 al 24 settembre, l’Adorazione Eucaristica del 22, la Giornata della Carità il 24 e la Giornata della Famiglia il 25 settembre.

Il momento centrale sarà domenica 27 settembre, giorno della Festa della Madonna Addolorata “La Pecorella”. Alle 6.30 il suono delle campane, lo scoppio dei mortaretti e il suono dei tamburi annunceranno l’inizio della giornata. Alle 11 sarà celebrata la Santa Messa solenne, mentre alle 17.30 partirà la processione per le vie principali del paese, accompagnata dalla Banda Musicale Città di Casali del Manco e dai Tamburi di Casole Bruzio.

A seguire è previsto il tradizionale canto dell’Ave Maria, eseguito da Emanuele Lecce e Domenico Marcello, e alle 24 lo spettacolo pirotecnico.

Musica e appuntamenti civili

Accanto alla parte religiosa, il programma civile propone diversi appuntamenti. Tra questi, il Festival del Centro Storico di Pedace – Magia nel Borgo, la corsa dei dilettanti allo sbaraglio, l’Associazione Pedace Teatro, il ritorno dei Tamburi per le vie del paese per il tradizionale “Cavallo di fuoco”, e la premiazione Memorial Tennis “Alfredo Morrore”.

Non mancheranno gli spettacoli musicali: sabato 26 settembre è prevista la serata con Ultradance 90’s, mentre domenica 27 settembre, alle 22, sarà la volta de The Italian Bee Gees. La chiusura dei festeggiamenti, lunedì 28 settembre alle 21.30, sarà affidata a La Combriccola del Blasco – Vasco Rossi Tribute.

Una festa che riporta a casa chi è lontano, la vera particolarità della Pecorella, però, va oltre il programma ufficiale. È nella capacità della festa di riportare a Pedace coloro che sono partiti.

Ogni anno, in occasione dei festeggiamenti, il paese si anima di presenze che arrivano da altre città italiane e dall’estero. Sono figli, nipoti e famiglie che hanno lasciato la Calabria per cercare lavoro e costruire altrove la propria vita, ma che continuano a considerare Pedace la propria casa.

Tornare per la festa significa ritrovare una parte di sé. Significa sedersi nuovamente a tavola con i parenti, incontrare gli amici di un tempo, assistere alla processione, ascoltare i tamburi e la banda, respirare l’atmosfera delle strade illuminate e, magari, ritrovare sulla tavola proprio quella cuccìa cotta nel forno a legna che appartiene ai ricordi dell’infanzia. È questo il significato più profondo della festa della Pecorella: una tradizione religiosa che diventa anche festa della comunità, della memoria e del ritorno.

A Pedace, per qualche giorno, il tempo sembra così riavvicinare chi è rimasto e chi è partito. E tra fede, musica, profumi della cucina tradizionale e incontri, il paese presilano si prepara ancora una volta a celebrare la sua Madonna Addolorata, custodendo una tradizione che continua a vivere perché viene raccontata, condivisa e soprattutto vissuta.

Un ringraziamento a chi custodisce la tradizione va a Don Francesco Castiglione, parroco della comunità Pedacese, per l’impegno e la dedizione con cui accompagna i fedeli in questi giorni di festa, e a tutti i collaboratori, volontari e devoti che, con il loro lavoro silenzioso e prezioso, contribuiscono alla riuscita dei festeggiamenti.

A tutti i i residenti e a quanti torneranno da lontano per vivere la festa insieme alla propria comunità, va il ringraziamento per continuare a mantenere viva questa preziosa eredità. Perché la festa della Pecorella non è soltanto una ricorrenza: è un ritorno alle proprie radici, un abbraccio tra generazioni e un legame con Pedace che, anche quando la vita porta lontano, non si spezza mai.

Buona Festa della Pecorella a tutti! La comunità di Pedace vi aspetta numerosi per festeggiare insieme.

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