Dalla penna del nostro amico Luca Vadino, il ricordo ad un ragazzo che è venuto a mancare prematuramente nei giorni scorsi:

“TORANO CASTELLO PIANGE FRANCESCO – FRANCESCO, IL BENE CHE RESTA OLTRE L’ASSENZA
l ricordo di una persona che ha fatto della fede, del servizio e dell’attenzione verso gli altri una testimonianza autentica. La comunità dei sacrestani e il parroco don Gianni Montalto ne custodiscono la memoria.
Ci sono persone il cui valore si comprende davvero soltanto quando ci si accorge di ciò che lasciano nella vita degli altri. Non hanno bisogno di gesti eclatanti né di particolari riconoscimenti. Il loro valore vive nella disponibilità quotidiana, nella generosità, nella capacità di esserci e nel bene compiuto, spesso lontano da ogni forma di visibilità.
Francesco era una di queste persone. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nella nostra comunità e, personalmente, rappresenta una perdita che sento in modo particolare. A Francesco mi legava un sincero affetto, insieme a una stima profonda per l’uomo che era. Per questo oggi ricordarlo significa andare oltre il dolore e provare a restituire, attraverso le parole, il valore di una presenza che ha lasciato qualcosa di autentico nella nostra vita.
Francesco era un uomo buono, una persona perbene, profondamente sensibile alle esigenze degli altri e vicino al mondo del sociale. La sua attenzione verso le persone non era un principio astratto, ma qualcosa di concreto, espresso attraverso la disponibilità, il servizio e la partecipazione alla vita della comunità. Era una persona leale, limpida, capace di fare del bene senza cercare riconoscimenti. Ed è forse proprio questa semplicità, oggi, a renderne ancora più forte il ricordo.
Un legame speciale lo univa alla nostra Chiesa, nella quale svolgeva un ruolo attivo all’interno del gruppo dei sacrestani. Il suo impegno non si esauriva nella collaborazione alle attività parrocchiali: era espressione diun’appartenenza vissuta con convinzione, rispetto e spirito di servizio. La Chiesa rappresentava per lui un luogo di fede, ma anche uno spazio di condivisione, fraternità e responsabilità.
In questo cammino abbiamo avuto la fortuna di condividere con lui un’esperienza fatta di impegno e amicizia, sotto la guida del nostro parroco, don Gianni Montalto, con il quale Francesco condivideva il desiderio di rendere sempre più viva la nostra comunità parrocchiale. In questo percorso si inseriva anche il suo impegno per la costituzione della Confraternita, un progetto nel quale credeva e al quale stava dedicando energie e attenzione.
Un’iniziativa nata dal desiderio di rafforzare i legami comunitari, custodire le tradizioni religiose e dare continuità a una partecipazione più consapevole alla vita della nostra Chiesa. Oggi quel progetto assume un significato particolare. Ciò che Francesco aveva immaginato e desiderato non deve necessariamente fermarsi con la sua assenza. Può diventare un impegno da raccogliere, un’eredità morale da custodire e un’occasione per dare continuità ai valori nei quali credeva.
Durante il rito funebre, accanto alla sua famiglia e a quanti gli hanno voluto bene, eravamo presenti anche noi sacrestani, insieme a don Gianni Montalto. È stato un momento di profonda commozione, difficile da raccontare senza tornare con il pensiero a quelle immagini. Nel momento dell’ultimo saluto, nessuno di noi avrebbe voluto staccarsi da Francesco.
Avremmo voluto trattenere ancora un istante quella presenza, come se allontanarci significasse rendere definitiva una separazione che il cuore non era ancora pronto ad accettare. In quel silenzio, nella vicinanza e nella preghiera, c’era tutto il nostro affetto. Non occorrevano parole: la nostra presenza raccontava già quanto Francesco fosse stato importante per ciascuno di noi.
È difficile accettare che una presenza familiare diventi improvvisamente un ricordo. Ci mancherà nei momenti ordinari della vita parrocchiale, nelle celebrazioni, nella preparazione delle attività e in quelle occasioni nelle quali la sua disponibilità era diventata parte naturale del nostro cammino. Sono proprio le piccole consuetudini, quelle alle quali spesso non attribuiamo abbastanza valore, a rendere oggi più evidente il peso della sua assenza.
La fede, tuttavia, ci invita a guardare oltre il dolore. Non elimina la sofferenza, non cancella le domande e non rende meno difficile il distacco. Offre, però, una prospettiva nella quale la speranza può continuare ad avere un posto. Ci ricorda che il bene compiuto, l’amore donato e la testimonianza lasciata non perdono significato con la fine della presenza terrena.
Non vorremmo che il suo nome restasse associato soltanto al dolore di una perdita. Vorremmo che continuasse a essere legato ai valori che ha saputo testimoniare: la disponibilità, la fraternità, la fede, l’attenzione verso il prossimo. Valori semplici soltanto in apparenza, ma fondamentali per costruire una comunità autentica.
La sua assenza rimarrà, così come rimarrà il dispiacere per tutto ciò che avremmo ancora voluto condividere. Ma accanto al vuoto c’è la riconoscenza per averlo incontrato e per aver percorso con lui un tratto di strada.
Perché le persone passano, ma il bene che hanno seminato non appartiene soltanto al tempo in cui sono state presenti. Continua a vivere nei gesti di chi lo raccoglie, nelle opere che meritano di essere portate avanti e nella memoria di chi non smetterà di voler loro bene.
A Francesco va il nostro pensiero più sincero, accompagnato dalla preghiera e dalla speranza cristiana. Che ciò in cui ha creduto continui a trovare spazio nella nostra comunità e che il suo ricordo rimanga una testimonianza silenziosa, ma duratura, di come una vita possa lasciare qualcosa di prezioso negli altri.
Le cose belle, quando sono autentiche, non muoiono mai: continuano a vivere nel bene che lasciano e nel cuore di chi le ha conosciute.”
Luca Vadino















