Le famiglie chiedono un intervento della Regione per consentire ai genitori di assistere alle competizioni e garantire strutture adeguate per il nuoto giovanile

Le prossime gare del campionato regionale invernale di nuoto agonistico in Calabria si svolgeranno a porte chiuse, senza la possibilità per i genitori di assistere alle competizioni. Una decisione che sta suscitando malcontento e preoccupazione tra le famiglie dei giovani atleti, che chiedono un intervento delle istituzioni per trovare soluzioni alternative.
La vicenda nasce dal recente comunicato della Federazione Italiana Nuoto – Comitato Regionale Calabria, che ha stabilito come tutte le gare e gli eventi della fase indoor si svolgeranno presso il Centro Federale di Crotone, a causa dell’indisponibilità di altre strutture per lo svolgimento delle manifestazioni federali.
Come riportato nel comunicato, le competizioni saranno organizzate nel rispetto delle condizioni previste per l’utilizzo dell’impianto, con ingressi contingentati e in assenza di pubblico.
Una situazione che, secondo quanto segnalato da alcuni genitori di atleti di nuoto agonistico, rischia di privare i ragazzi di un importante momento di condivisione con le proprie famiglie.
«Lo sport giovanile non può ridursi a entrare in piscina e registrare un tempo»
I genitori hanno inviato una lettera all’assessore regionale competente per lo sport, chiedendo attenzione sulla vicenda e un intervento concreto per affrontare il problema.
«Dietro ogni ragazzo che scende in acqua ci sono mesi, spesso anni, di allenamenti, sacrifici, rinunce e impegno quotidiano», scrivono le famiglie, sottolineando come le competizioni rappresentino un momento fondamentale del percorso sportivo dei giovani.
La presenza dei genitori, spiegano, non è soltanto una questione di tifo, ma un sostegno importante per ragazzi che dedicano gran parte del proprio tempo a una disciplina impegnativa.
Le famiglie comprendono le difficoltà organizzative, ma ritengono che non possa diventare normale disputare competizioni regionali in strutture che non consentono neppure la presenza dei familiari.
Il problema degli impianti sportivi in Calabria
La questione, secondo i genitori, va oltre le prossime gare di Crotone e richiama un problema più ampio: la disponibilità e l’adeguatezza degli impianti sportivi sul territorio calabrese.
Il Centro Federale di Crotone, piscina esterna che verrà coperta da un tendone per le manifestazioni invernali, sarebbe accessibile esclusivamente agli atleti, anche in considerazione delle esigenze organizzative e della gestione degli ingressi.
Le famiglie si chiedono perché, in occasione di eventi di rilevanza regionale, non sia possibile individuare strutture capaci di accogliere sia gli atleti sia il pubblico, nel rispetto delle necessarie condizioni di sicurezza.
A questo si aggiungono i disagi e i costi per le famiglie provenienti dalle altre province, costrette a raggiungere un’unica sede per partecipare alle competizioni.
L’appello alla Regione Calabria
Nella lettera, i genitori rivolgono un appello alla Regione Calabria e all’Assessorato competente affinché promuovano un confronto con la Federazione Italiana Nuoto, gli enti locali e i gestori degli impianti.
L’obiettivo è individuare soluzioni che consentano, già dalle prossime manifestazioni, la presenza contingentata del pubblico laddove le condizioni di sicurezza lo permettano, e avviare una programmazione che garantisca per il futuro strutture adeguate e accessibili.
«Non chiediamo privilegi per una società o per una categoria di atleti. Chiediamo attenzione per tutto il movimento natatorio calabrese e per le famiglie che, con tanti sacrifici, contribuiscono ogni giorno alla crescita sportiva dei propri figli», sottolineano.
La richiesta, dunque, è quella di tutelare non soltanto l’attività agonistica, ma anche il valore educativo e sociale dello sport, fatto di inclusione, condivisione e crescita.
L’appello dei genitori degli atleti del nuoto agonistico calabrese è rivolto alle istituzioni affinché si possa trovare una soluzione che permetta ai giovani di vivere pienamente le competizioni, con il sostegno delle persone che ogni giorno li accompagnano nel loro percorso sportivo.










