Il 18 novembre, alle ore 1630, al Campus Temesa di Amantea, un incontro aperto a sindaci, istituzioni e cittadini per costruire una voce comune da portare al Governo

Dopo oltre un mese di lavoro, iniziative, confronti e momenti di apparente silenzio, il Comitato Spontaneo Carovita di Amantea annuncia un passaggio importante nel percorso di mobilitazione contro il caro vita.
Il prossimo 18 novembre, alle ore 14:30, presso il Campus Temesa di Amantea, è stato convocato un incontro al quale sono invitati i sindaci del territorio e della Calabria, insieme alle istituzioni e ai cittadini.
Un appuntamento che nasce da un risultato significativo: oltre 100 sindaci hanno già aderito al documento programmatico presentato dal Comitato durante la manifestazione del 23 ottobre.
Un segnale importante, che dimostra come il problema del caro vita non appartenga a una singola comunità, a una categoria o a un territorio, ma riguardi l’intera Calabria e le condizioni quotidiane di migliaia di famiglie, lavoratori e imprese.
Al centro dell’incontro ci sarà il documento programmatico elaborato dal Comitato, che raccoglie una serie di proposte e richieste rivolte al Governo nazionale e alla Regione Calabria.
Tra i temi individuati figurano:
- Controllo dei prezzi dei generi alimentari di prima necessità
- Contributi diretti alle famiglie con redditi bassi
- Trasporto pubblico locale a tariffe agevolate
- Utilizzo dell’extragettito per sostenere i redditi
- Deducibilità delle principali spese familiari e professionali
- Un DPCM d’emergenza contro il caro prezzi
- Difesa e valorizzazione del Made in Italy
- Contributo dei grandi operatori digitali al sostegno dell’economia reale
L’obiettivo dell’incontro del 18 novembre sarà quello di mettere insieme queste proposte e le istanze che ciascun sindaco e ciascuna comunità potranno portare al tavolo. L’intenzione è costruire una piattaforma condivisa, capace di rappresentare le esigenze reali dei territori e di trasformarsi in una richiesta forte e coordinata da sottoporre alla Regione Calabria e al Governo nazionale.
Non più iniziative isolate, dunque, ma un percorso comune. Perché quando i problemi sono collettivi, anche le risposte devono nascere dalla capacità di fare rete, superando appartenenze, distanze e differenze.
Adesso, però, serve un altro passo: la partecipazione.
L’invito è rivolto a tutti i cittadini, alle associazioni, alle rappresentanze sociali e alle istituzioni. Il 18 novembre non dovrà essere soltanto un incontro tra amministratori, ma un’occasione nella quale le comunità possano sentirsi protagoniste di una battaglia che riguarda il presente e il futuro della Calabria.
Perché il risultato più importante, oltre le adesioni e i numeri, sarà riuscire a trasformare questa disponibilità in un impegno concreto.
Una Calabria che si ascolta, si unisce e si presenta finalmente con una voce sola può avere più forza nel chiedere risposte.










