Trattasi di presunti atti persecutori posti in essere da un vicino di casa della vittima che trovano la loro origine nella conflittualità per il possesso di porzioni di beni

“In particolare, gli operatori di polizia apprendevano delle condotte vessatorie e reiterate poste in essere dall’uomo, divenute nel tempo insostenibili, costernate da ripetute minacce, anche di morte nei confronti dei componenti la famiglia della vittima bersagliata.”
Fonte e articolo completo: Corriere della Calabria










