Giuseppe, a 25 anni Presidente della storica Casa Editrice Santelli

“Il mio amore per i libri”: intervista a Giuseppe Santelli

 

 

La Santelli Editore – casa editrice calabrese – è nata nel 1987 ed oggi vanta il primato di essere una delle prime 100 case editrici italiane al servizio della cultura, effetto di un impegno capillare, organico e ad ampio raggio. Specializzata nella pubblicazione di testi di saggistica, narrativa, poesia e scolastica, casa editrice per eccellenza di libri di autori, personaggi della cultura, i quali sentono il bisogno di trasmettere cultura e sapere attraverso le lettere, la scrittura e il testo, a disposizione della comunità.

 

Fondata a Cosenza da Eugenio Santelli negli anni ’80, quando ancora i libri erano stampati tipograficamente con il piombo, oggi la Santelli Editore si interfaccia con il mondo del sapere mediante nuovi strumenti, nuove funzionalità, e con oltre 1.200 libri in catalogo editoriale: un’impresa innovativa, adatta alle nuove esigenze e bisogni della società contemporanea. Attualmente la Presidenza della casa editrice è di Giuseppe Santelli – figlio di Eugenio, cosentino e classe 1992, che intraprende la carriera condotta dal padre, partendo dal completo della casa editrice di famiglia, in particolare la struttura aziendale, l’identità del brand, le politiche commerciali, la comunicazione.

 

Andiamo a conoscere da vicino Giuseppe Santelli, accanto ai suoi libri, ai cataloghi e al design fresco e giovane del suo ufficio all’interno della casa editrice.

 

Parlami brevemente della storia della tua Casa Editrice (la Santelli Editore)?

Possono parlare per noi alcune pubblicazioni, che sono rappresentative della nostra storia: “Il Ventaglio” di Maria Murmura Folino con prefazione di Gianni Letta; “ A Berlino un bouganville” di Annarosa Macrì, giornalista Rai e collaboratrice di Enzo Biagi, “ Prima pagina” di Pino Nano, capo Redattore RAI, presentato a Varsavia e Praga dall’ex Presidente del Consiglio Giovanni Spadolini, “Campanella” di Coriolano Martirano, Governatore Rotary e storia vivente della cultura calabrese; “ Le Guardie d’onore dei Borboni” di Manlio Del Gaudio, generale dell’Arma dei Carabinieri. Insomma, da oltre trent’anni, cerchiamo di interpretare e trasmettere la cultura e i saperi della nostra società grazie al libro (ma non solo), da sempre lo strumento magico e più potente al servizio della cultura. E lo facciamo con passione, impegno e dedizione, cercando sempre di essere innovatori all’avanguardia, al servizio della comunità.

 

Essere un giovane presidente di una Casa editrice è un segnale di crescita ed innovazione. Cosa ti ha spinto a prendere sin da subito le redini dell’azienda di famiglia?

È un’idea che avevo sin da piccolo, sia ben chiaro: nessuno mi ha obbligato. Ho visto crescere la casa editrice e ho sempre dato il mio piccolo contributo affinché ciò fosse possibile. Inoltre già a 18 anni ho sperimentato i miei primi progetti imprenditoriali in ambito musicale. Lo spirito imprenditoriale mi scorre dentro. Dopo tanti anni tocca a me metterci la faccia e lo faccio con orgoglio! Del resto, sono contento di poter mettere in pratica le mie capacità, a disposizione della mia comunità. E in una terra martoriata come la Calabria questo vale doppio. Ho acquisito competenze fuori, studiando in Emilia Romagna (e Bologna, che ringrazio) che oggi posso e voglio far fruttare nella mia terra. Perché altrove si sente l’imprenditorialità nell’aria e dove abito sembra ancora così difficile? Rispondo scendendo in campo e aggregando chi è con me!

 

 

Tre aggettivi che ti caratterizzano?

Testardo, rigoroso, innovativo.

 

Dopo l’aggettivazione sul tuo conto, come definiresti la Santelli Editore in tre parole?

Innovativa: siamo stati tra le prime 19 case editrici italiane ad investire sull’e-Book, promuovendo il lancio ufficiale in Italia nel 2004. Grazie a ciò abbiamo partecipato ad eventi di caratura internazionale, come la Fiera del Libro di Francoforte e la Fiera di Pechino in Cina.

Seria: è unanimemente riconosciuta la serietà e l’onestà di mio padre, che ha quindi impregnato la nostra azienda con queste caratteristiche. E non lo dico perché sono di parte, in molti mi hanno confermato tali “caratteristiche “di mio padre….. [sorride soddisfatto].

Tenace: in ogni cosa che facciamo ci crediamo fino alla fine. E così deve essere per ogni autore che pubblica con noi. A volte il risultato è una bella sorpresa!

 

Quali sono le responsabilità di chi fa questo lavoro, ti pesa essere figlio d’arte?

Ho 25 anni e sono il più giovane editore in Calabria, non oso dire in Italia, ho sicuramente una responsabilità al di sopra della media. Anche se bisogna riconoscere che sarebbe bello vedere che anche in Italia non si è giudicati solo per anzianità ma per meriti conquistati sul campo. Viva la meritocrazia! Mia madre mi ha sempre detto che anticipo i tempi in ogni cosa e da sempre sono sempre stato ponderato, ho cercato di essere lungimirante e non mi sono mai tirato indietro di fronte alle mie responsabilità. Così quello che faccio oggi è opera del mio volere. Sono nato in mezzo ai libri e sin da ragazzino ho conosciuto il lavoro che si svolge all’interno di un gruppo editoriale. Oggi ho fatto solo il passo successivo: ho preso in mano l’azienda e faccio quello che amo fare. Essere figlio d’arte mi stimola a voler fare di più di quanto già non è stato fatto per potermi sentire meritevole, il che implica una necessaria dose di coraggio ed ambizione!

 

Come promuovete la vostra attività. A chi vi rivolgete?

Abbiamo pubblicato libri di ogni tipo, in particolare di saggistica e narrativa, oltreché poesia. Ci rivolgiamo a tutte le nicchie che da oltre trent’anni ci leggono e a tutti coloro che avranno piacere a farlo da ora in poi! Inoltre, grazie al fatto che facciamo anche testi scolastici, i nostri libri sono utilizzati da migliaia di giovani studenti che si apprestano a divenire i cittadini del domani e questo ci inorgoglisce e ci stimola a voler offrire dei libri sempre innovativi, aggiornati e stimolanti. Ci teniamo molto al fatto che i nostri autori siano disponibili a visitare le scuole che hanno in adozione in nostri libri, cosicché possano avere un confronto immediato e diretto con gli studenti sui contenuti.

 

 

 

Autori che vorresti pubblicare o che ti sarebbe piaciuto fossero già presenti nel tuo catalogo?

Ci piacerebbe lavorare volentieri con autori dello spessore di Enrico Mentana, punta di diamante del giornalismo italiano contemporaneo, oppure Gianfranco Pasquino, uno dei più importanti accademici e saggi portatori del sapere. Non è chiaramente possibile ma dirlo non costa nulla: Papa Francesco. In questo caso andrebbe bene anche una telefonata! Due invece che non ci sono più ma che idealmente pubblicheremmo sono Indro Montanelli che è di per sé la storia del giornalismo italiano e Giacomo Mancini: nel suo omonimo viale si trova la sede della nostra Casa editrice e lo riteniamo una delle persone che hanno dato di più alla nostra città, Cosenza e la sua storia.

 

Raccontaci la tipologia di autori selezionati. Esiste una metodologia nella selezione dei testi, degli autori? Ci spieghi in che cosa consiste la vostra attività?

A differenza della gran parte delle case editrici noi non ci facciamo pagare per la pubblicazione: non chiediamo contributi editoriali o anticipi né imponiamo un numero minimo di copie da acquistare all’autore. Vogliamo che i nostri libri siano un successo per l’autore e per la casa editrice, non un onere per l’autore. Questo ci permette di essere selettivi e di ricercare autori brillanti e contenuti realmente interessanti per il pubblico. Ci arrivano decine di mail ogni giorno e, grazie all’immenso lavoro dei nostri consulenti editoriali, riusciamo in tempi abbastanza rapidi a leggere tutto e valutare le proposte che ci arrivano. In molti casi, viceversa, siamo noi stessi a commissionare il libro ad autori adeguati a tematiche che vogliamo approfondire per avviare nuove collaborazioni.

 

Qualche suggerimento o consiglio ai tuoi coetanei, ai ragazzi. Cosa ti senti di dire?

Dico alle persone di investire su di esse e crederci davvero anche quando le cose non vanno, le difficoltà ci sono sempre e comunque e sono il sale della vita. Se credete di essere sulla strada giusta non fatevi trascinare fuori da niente e da nessuno. Un monito è comunque bene farlo: prima di avviare un percorso imprenditoriale bisogna essere concreti e ben consci del fatto che un investimento che sembra impossibile, la maggior parte delle volte, beh, lo è. Bisogna quindi sapere dove si va a parare. Voglio fare anche un appello: L’Italia è frutto anche di un tessuto imprenditoriale eccezionale ed è piena di eccellenze che stentano a decollare perché è uno dei Paesi al mondo in cui, paradossalmente è più difficile avviare un’impresa. Vorrei vivere in un’Italia che sostiene davvero le imprese, perché solo esse possono garantire sviluppo, piena occupazione e benessere per tutti i cittadini.

 

Qualche progetto in vista o sogno nel cassetto?

Il sogno nel cassetto è ben riposto, ma è presto per annunciarlo. In progetto abbiamo un’innovazione dal punto di vista aziendale, una vera novità. Stiamo formando dei consulenti editoriali che possano cambiare radicalmente i classici schemi di pubblicazione. Un solo professionista seguirà tutto il processo editoriale dedicando tempo ed energie al successo dell’Opera. Vogliamo che gli autori si sentano a casa propria e non all’interno di un freddo susseguirsi di persone. Un grazie lo devo a mio padre e mia madre come persone. Poi non può mancare un grazie alle persone che hanno fatto sì che la casa editrice potesse arrivare oggi e all’attuale staff di collaboratori, che ogni giorno si mette al servizio della cultura e della comunità. Inoltre potrete vedere online il nuovo sito che è frutto e parte del restyling aziendale.

 

A cura di Matteo Spagnuolo

 

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