Riceviamo il racconto e lo sfogo di un nostro lettore:

“Lettera aperta. Parco Nicholas Green: bimbo di 7 anni in ospedale per un’altalena spezzata. La sicurezza dei piccoli non è un optional.
Gentile Redazione di Cosenza 2.0,
scrivo queste righe con il cuore ancora colmo di spavento, ma anche con la ferma convinzione che certi fatti non debbano passare inosservati.
Lunedì 5 ottobre, al Parco Nicholas Green di Cosenza, un bambino di 7 anni è caduto rovinosamente da un’altalena a causa del cedimento improvviso di un cavo, visibilmente usurato.
L’impatto è stato violento: il piccolo ha sbattuto la fronte e ha riportato diverse abrasioni al viso. La corsa in ospedale e la successiva notte passata in osservazione sotto controllo medico sono state ore di profonda angoscia per tutta la famiglia.
Fortunatamente i medici lo hanno dimesso il giorno successivo e oggi possiamo dire che non è successo nulla di irreparabile. Ma è stato solo un caso, appunto, fortuito.
La mia non vuole essere una polemica sterile, ma un appello accorato da cittadino. I parchi giochi dovrebbero essere le oasi felici delle nostre comunità, i luoghi più sicuri in assoluto, dove i più piccoli devono poter correre e divertirsi senza rischiare la propria incolumità fisica.
La rottura di un cavo per usura dimostra una grave carenza e negligenza degli organi preposti alla manutenzione ordinaria e nei controlli periodici delle strutture ludiche, che non possono essere abbandonate a se stesse.
Mi auguro che chi di competenza intervenga immediatamente non solo per rimuovere il pericolo specifico e riparare l’altalena in questione, ma per effettuare una verifica strutturale a tappeto su tutti i giochi del Parco Nicholas Green e delle altre aree attrezzate del territorio.
Non aspettiamo che accada qualcosa di ancora più grave per ricordarci della sicurezza dei nostri bambini.
Ringrazio la redazione per lo spazio e la visibilità che vorrà dedicare a questa segnalazione, sperando che possa servire a stimolare un intervento immediato.
Lettera firmata: Un comune cittadino”











