Il nuotatore belga Matthieu Bonne si ferma a largo di Paola: “il mare ferma il record, ma vince il messaggio ecologico“. Francesca Mirabelli: “Matthieu ha sfidato le onde con rispetto e coraggio, gli stessi sentimenti che ognuno di noi deve dimostrare quotidianamente per difendere il mare e salvaguardare gli ecosistemi.”

Si interrompe a un passo dal traguardo l’incredibile impresa dell’atleta di ultra-endurance Matthieu Bonne. Il nuotatore belga ha dovuto rinunciare al tentativo di siglare il record mondiale per la più lunga nuotata ininterrotta in mare aperto, che prevedeva di percorrere 161 chilometri senza mai toccare terra o ricevere supporti galleggianti.
Dopo più di 48 ore e circa 100 km di nuoto ininterrotto e senza assistenza, Bonne è stato costretto a rinunciare al suo tentativo di record mondiale.
I dettagli della sfida contro gli elementi
La rotta: Partenza dalle acque di Nicotera (Vibo Valentia, Calabria) con arrivo programmato ad Acquafredda di Maratea (Potenza, Basilicata).
Le condizioni ostili: Dopo le prime 24 ore favorevoli, il vento forte e le onde improvvise nel tratto calabrese hanno drasticamente rallentato l’andatura dell’atleta.
I limiti fisici: Oltre alle correnti avverse, l’atleta ha dovuto lottare contro la deprivazione del sonno, le allucinazioni e le labbra gonfie a causa della prolungata esposizione alla salsedine.
Le parole della Presidente Francesca Mirabelli:
“Vedere un uomo affrontare il mare aperto per 2 giorni e 2 notti senza sosta ci ha ricordato quanto siamo intimamente connessi all’elemento acqua“, afferma la Dott.ssa Francesca Mirabelli, Presidente dell’Associazione Mare Pulito “Bruno Giordano”.
“Matthieu ha sfidato le onde con abnegazione e grande forza di volontà, la stessa determinazione che ognuno di noi deve dimostrare quotidianamente per difendere il mare dagli scarichi illegali e dai rifiuti plastici. Questo non è solo il tentativo di battere un record, è un manifesto ecologico in movimento.
Per noi dell’Associazione Mare Pulito “Bruno Giordano”, Matthieu Bonne ha stravinto la sua impresa, e siamo onorati di aver condiviso queste bracciate con un Campione assoluto come lui”
Una sconfitta sportiva, una vittoria per l’ambiente
Nonostante il mancato record, l’impresa ha centrato l’obiettivo principale. Sostenuto attivamente dall’Associazione Mare Pulito “Bruno Giordano”, il nuotatore ha usato la sua visibilità per denunciare i crimini ambientali, monitorare la qualità del mare calabrese e promuovere la pulizia dei fondali nel Mar Tirreno.
Come ricordato dagli organizzatori, la sfida sportiva dura 3 giorni, ma quella per difendere la salute dei nostri mari va vinta ogni singolo giorno. Onore a Matthieu Bonne per aver spostato ancora una volta i limiti della resistenza umana.










