Lettera a Conte: “Io fotoreporter come farò ad andare avanti?”

Riceviamo lo sfogo di un nostro lettore 

 

 

 

“Carissimo presidente Conte,

questa è una lettera aperta di un fotografo e fotoreporter libero professionista calabrese, nonché padre di famiglia di 3 bellissimi figli.

Premesso che anche io ho a cuore lo stato di salute mio e dei miei congiunti, volevo fare presente che con l’entrata in vigore del nuovo DCPM, ha letteralmente condannato a morire di fame chi come me vive con le proprie entrate commisurate al lavoro che svolge.

Per essere più preciso, se lei ha vietato ogni festa privata (che precedentemente aveva comunque ridimensionato con la soglia massima di 30 invitati, guadagnando qualche euro, in questo senso ci permetteva di pagare le bollette e compare pane e acqua) ora siamo costretti a vivere di sostegni economici commisurati al nostro modello ISEE.

Ora le chiedo, con molta stima, ma le valutazioni per il welfare economico e famigliare italiano, su quali basi sono state effettuate per prendere decisioni così mirate?

Io da fotografo professionista, le posso assicurare che nel 2020 con questa pandemia Covid-19 in atto, tra restrizioni e lockdown ho lavorato circa 4 mesi su 10 che ne sono trascorsi, con una mole di lavoro ridotta del 70% rispetto agli anni precedenti, secondo lei, con tutti i problemi che la categoria deve affrontare per via della concorrenza sleale dei lavoratori abusivi non in regola con le tasse, chi si trova nella condizione economica ha la forza e la lucidità mentale di affrontare le nuove direttive inerenti alla pandemia Covid-19, emanate da questo governo?

Probabilmente c’è qualcosa che non è stato preso in considerazione nelle valutazioni fatte durante le vostre consultazioni, perché quando a fine mese i miei figli mi chiederanno come mai a casa manca il pane, il loro papà dovrà alzare lo sguardo verso il cielo per evitare di far vedere loro gli occhi pieni di lacrime, poiché non è stata una sua colpa il dover tenere le macchine fotografiche chiuse in una valigetta aspettando che si possa riprendere a scattare foto alle feste private come si faceva prima dell’emergenza COVID-19.”

 

Francesco Coscarella