Riceviamo la testimonianza di una nostra lettrice:

Desidero condividere l’esperienza che mia madre ha vissuto durante il suo ricovero presso il reparto di Medicina Interna “M. Valentini” dell’Ospedale Annunziata di Cosenza.
La sua degenza, purtroppo, si è protratta per oltre dieci giorni, dandoci modo di osservare da vicino il funzionamento del reparto. Desidero riconoscere la grande competenza e professionalità dei medici, indiscutibili dal punto di vista clinico. Tuttavia, non posso nascondere una riflessione importante: accanto alla preparazione, ciò che spesso è mancato è stata l’empatia, la gentilezza e la comprensione, elementi fondamentali quando si ha a che fare con persone fragili e con le loro famiglie.
Comprendiamo perfettamente le difficoltà del personale infermieristico e degli OSS, spesso costretti a lavorare in condizioni di forte carenza di organico e sotto pressione costante. Proprio per questo, però, riteniamo che in un lavoro che dovrebbe essere anche una vocazione, non debbano mai mancare umanità, pazienza e attenzione verso il prossimo.
In questo contesto, sentiamo il dovere di rivolgere un ringraziamento speciale a un infermiere: Fortunato. Una persona straordinaria, non solo per la sua competenza professionale, ma soprattutto per la sua grande umanità. È stato un punto di riferimento per tutti: pazienti e familiari. Sempre disponibile, attento, capace di offrire una parola gentile, una chiacchiera, un gesto concreto di aiuto. Si preoccupava persino che avessimo mangiato, ci portava un caffè, ci ha procurato una sdraio per non farci dormire scomodamente su una sedia. Piccoli gesti che, in momenti difficili, fanno una differenza enorme e fanno sentire meno soli.
A lui va la nostra più profonda gratitudine: non smetteremo mai di ringraziarlo per ciò che ha fatto e per come lo ha fatto, con il cuore.
Vorrei infine rivolgere un messaggio a tutti i professionisti del reparto: la competenza è fondamentale, ma senza umiltà, gentilezza ed empatia rischia di perdere valore. I grandi titoli non bastano se non sono accompagnati da umanità. Forse basterebbe guardare e prendere esempio da chi, accanto a voi, queste qualità le dimostra ogni giorno con naturalezza.
Lettera firmata










