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Lettere 2.0: “Attacchi di panico mentre eravamo prigionieri del parcheggio sotterraneo dell’ospedale”

Riceviamo il duro sfogo della nostra lettrice:

 

 

Salve, scrivo questa breve lettera per raccontare un fatto gravissimo che si è verificato oggi pomeriggio intorno alle ore 17 presso il parcheggio sotterraneo dell’Ospedale Annunziata di Cosenza, gestito da un’azienda privata e dal Comune di Cosenza.

Mi trovavo insieme a miei famigliari (tra cui minori e persone anziane con problemi di cuore e di claustrofobia) ad uscire dal suddetto parcheggio quando improvvisamente ha cominciato a suonare un allarme antincendio che ha chiuso in automatico tutte le porte e le sbarre di uscita (oltre che alcune porte di ingresso ad alcuni piani) chiudendo praticamente tutti quanti dentro.

L’allarme suonava ma nessun mezzo di soccorso giungeva, facendoci pensare che dunque non fosse collegato a nessuna centrale per il pronto intervento. Come se non bastasse, i citofoni interni per richiedere soccorso suonavano lungamente a vuoto.

Dentro il parcheggio sono rimaste bloccate molte macchine che, ovviamente, vista la collocazione del parcheggio, contenevano persone anziane, con problemi gravi di salute o bambini molto piccoli e/o con problemi di salute. Alcune persone ai piani superiori hanno iniziato ad accusare attacchi di panico, mentre nessuno giungeva a prestare soccorso e chi era dentro non sapeva se realmente fosse in corso un incendio, causando enorme preoccupazione, angoscia e terrore soprattutto per chi si trovava ai piani più bassi da chi, suo malgrado, si era trovato intrappolato.

Ho provveduto immediatamente, dopo aver faticosamente trovato un punto in cui il cellulare avesse campo, numerosissime volte a contattare il centralino dell’ospedale e l’Ufficio Relazioni con il Pubblico senza ricevere alcuna risposta.

Ho perciò deciso di avvisare i Carabinieri di Cosenza i quali mi hanno subito messo in contatto con i Vigili del Fuoco.
Nell’attesa dell’arrivo dei pompieri e delle forze dell’ordine ho provato a risalire il parcheggio alla ricerca di un addetto alla sicurezza da avvisare o comunque per chiedere aiuto all’esterno, nella speranza che qualcuno potesse facilmente sbloccare il sistema di bloccaggio delle porte.

Quando ho provato ad aprire le porte del vano scale/ascensore ho visto che erano aperte e che anche gli ascensori funzionavano normalmente (cosa che personalmente reputo molto pericolosa in caso di incendio, dal momento che qualcuno per fuggire potrebbe rimanere bloccato dentro).

Dopo numerosi piani di scale a piedi finalmente ho raggiunto il livello strada e sono riuscita a avvisare una guardia dell’ospedale, che con molta superficialità mi ha detto “è colpa del Comune” indicandomi poi un gabbiotto in cui a suo dire doveva trovarsi l’addetto alla sicurezza del parcheggio.

Arrivata al punto indicato dalla guardia ho trovato sul posto i Carabinieri che, per fortuna, avevano già avvisato l’ausiliare del traffico addetto al controllo del parcheggio che si era attivato per sbloccare le uscite.

Una volta scesa ho realizzato che le macchine uscivano una per volta e ho dovuto a quel punto arrabbiarmi molto e minacciare di avvisare un legale o i Carabinieri se non avessero fatto uscire immediatamente tutti.

Nel frattempo ci hanno raggiunti i vigili del fuoco che sono rimasti lì a sbloccare le altre uscite e soccorrere le persone nelle macchine. Il parcheggio è rimasto esattamente com’era, hanno fatto solo uscire dalle sbarre ma le uscite non sono state sbloccate, per cui il problema non è stato affatto risolto, ma almeno le persone sono state liberate da questa terribile e imprevedibile trappola.

Ho deciso di raccontare pubblicamente quest’esperienza perché trovo vergognoso quanto accaduto ma soprattutto perché, mentre ero intrappolata insieme alle altre persone, ho capito che qualcuno con problematiche di salute gravi, tra cui anche i miei stessi familiari che viaggiavano con me, avrebbe potuto sentirsi male e avere gravissime conseguenze per la sua salute.

Quello che è accaduto non può e non deve succedere mai più, perché non sempre va bene.

Approfitto per ringraziare pubblicamente i Carabinieri di Cosenza e i Vigili del Fuoco di Cosenza che sono intervenuti incisivamente ma soprattutto in pochissimo tempo consentendo alle persone di lasciare il parcheggio.

Non ringrazio assolutamente chi gestisce in modo totalmente fuori da ogni regola di sicurezza questo parcheggio, in quanto consapevole che se veramente ci fosse stato un incendio (altro colpo di fortuna che l’allarme è scattato per errore) vi erano diversi elementi da me sopraelencati che, anziché garantire la sicurezza, avrebbero messo a serio rischio tutte le persone all’interno del parcheggio.

Ricordo inoltre che intrappolare decine di persone in un luogo non consentendo loro di uscire è similare a un sequestro di persona, con tutto ciò che ne consegue in effetti sulla salute psicologica delle persone che hanno vissuto questi terribili momenti e che, a causa di malagestione e superficialità degli addetti ai lavori, sono dovuti tornare a casa con tantissimo spavento e preoccupazione.

Chiedo alla ditta, insieme anche al Comune di Cosenza, di assicurarsi che tutto funzioni correttamente all’interno di questo parcheggio e che nessuno debba più vivere quanto noi oggi abbiamo vissuto, ma soprattutto di assicurarsi che in caso di incendio vero si rispettino tutte le normative e non solo si attivino meccanismi automatici che, senza un controllo umano, possono diventare una vera e propria trappola mortale.

(Lettera firmata)