Riceviamo la segnalazione di un nostro lettore:

“Abbiamo investito su Cosenza e oggi rischiamo di essere penalizzati da un problema che non dipende da noi.
Scrivo questa segnalazione perché credo che sia arrivato il momento di rendere pubblico un problema che stiamo vivendo da oltre due mesi e mezzo nella nostra attività di sushi a Cosenza.
Siamo nel 2026 e abbiamo scelto di investire nella nostra città, invece di andare via come purtroppo fanno tanti giovani. Abbiamo investito tanto, economicamente e personalmente, per creare un’attività, dare lavoro e dimostrare che anche qui si può costruire qualcosa di bello e di serio.
Fortunatamente l’attività sta andando molto bene. La qualità del cibo viene riconosciuta dai clienti, i nostri dipendenti lavorano con serietà e stiamo cercando ogni giorno di fare il nostro lavoro nel migliore dei modi.
Ma c’è un problema che rischia di compromettere tutto: la raccolta dei rifiuti.
Fin dall’apertura abbiamo cercato di essere pazienti. Nel primo periodo abbiamo capito che un’attività nuova poteva comportare qualche difficoltà nell’organizzazione dei giri di raccolta. Abbiamo aspettato senza creare polemiche.
Il problema, però, è che dopo il primo mese la situazione è peggiorata: in alcune settimane la raccolta è avvenuta anche una sola volta.
Il risultato è stato inevitabile: montagne di rifiuti accumulate all’esterno, cattivi odori e una situazione che è diventata insostenibile.
Noi lavoriamo anche con il pesce e sappiamo perfettamente che, quando i rifiuti organici rimangono per diversi giorni sotto il sole, gli odori diventano molto forti. Il problema è che questa situazione non riguarda soltanto noi.
Abbiamo ricevuto lamentele dai condomini e dal proprietario dello stabile. Comprendiamo perfettamente il loro disagio, ma allo stesso tempo ci troviamo a dover spiegare che facciamo la raccolta differenziata correttamente e che la mancata raccolta dei rifiuti non dipende dalla nostra attività.
Anzi, siamo i primi a preoccuparci della pulizia: quando i cassonetti vengono svuotati, provvediamo anche a lavarli e igienizzarli utilizzando acqua, detergenti e prodotti specifici, sostenendo anche dei costi per mantenere tutto pulito.
Inoltre, ci era stato fornito anche un numero WhatsApp dedicato alle segnalazioni, al quale avremmo dovuto inviare le fotografie nel caso in cui si fossero verificati problemi con la raccolta.
E noi lo abbiamo fatto.
Per diversi giorni abbiamo inviato tramite WhatsApp le fotografie degli accumuli di rifiuti che si creavano all’esterno della nostra attività, proprio per documentare quello che stava succedendo e segnalare tempestivamente il problema.
Abbiamo quindi tutte le fotografie e le conversazioni che dimostrano le segnalazioni effettuate.
Il problema è che, nonostante l’invio delle fotografie e delle segnalazioni, nella pratica non abbiamo visto una soluzione concreta e continuativa. Noi segnalavamo, documentavamo e aspettavamo, ma la situazione continuava a ripetersi.
Una settimana fa ho deciso di recarmi personalmente presso gli uffici competenti per segnalare questa situazione.
Mi è stato risposto che, essendo un locale nuovo, il servizio deve ancora “imparare il giro”, nonostante fossero già trascorsi più di due mesi dall’apertura.
Personalmente ritengo difficile comprendere come, dopo tutto questo tempo, un’attività possa ancora trovarsi nella condizione di non essere servita regolarmente.
Dopo la mia segnalazione, il giorno stesso sono venuti a pulire e a raccogliere i rifiuti. Abbiamo pensato che finalmente il problema fosse stato risolto.
Purtroppo è durato pochissimo.
Dopo pochi giorni la situazione si è nuovamente ripresentata: per circa quattro giorni non è stata effettuata la raccolta e i rifiuti hanno ricominciato ad accumularsi.
Ieri sono tornato nuovamente a segnalare il problema, questa volta esasperato, perché non possiamo continuare a lavorare in queste condizioni.
La cosa più assurda è che a subire le conseguenze siamo noi: veniamo giudicati dai condomini, riceviamo lamentele dai clienti e rischiamo di danneggiare l’immagine di un’attività nella quale abbiamo investito tantissimo.
Non stiamo chiedendo un trattamento di favore.
Stiamo chiedendo semplicemente che il servizio di raccolta dei rifiuti venga effettuato con regolarità.
Abbiamo investito a Cosenza, abbiamo scelto di restare qui, di lavorare qui e di creare opportunità qui.
Non vogliamo andare via.
Ma un’attività di ristorazione non può essere costretta a combattere ogni settimana contro montagne di rifiuti e cattivi odori che derivano dalla mancata regolarità della raccolta.
Per questo motivo abbiamo deciso di rendere pubblica la situazione e di chiedere che il problema venga finalmente preso sul serio e risolto in maniera definitiva.
Noi siamo pronti a fare la nostra parte, come abbiamo sempre fatto.
Chiediamo semplicemente che anche il servizio di raccolta faccia la propria.
Abbiamo le fotografie degli accumuli, le segnalazioni effettuate tramite WhatsApp e la documentazione che dimostra che abbiamo cercato più volte di risolvere il problema attraverso i normali canali, prima di arrivare a rendere pubblica questa situazione.
Non vogliamo una polemica.
Vogliamo una soluzione.”
Lettera firmata










