Riceviamo le parole di Francesco, fratello di Guglielmo Gualtieri, giovane cosentino strappato all’affetto dei suoi cari il 19 settembre 2025 in clinica a Cosenza, dove doveva sottoporsi a un banale intervento di colicisti:

“FRATELLÒ,
quella maledetta mattina del 19 settembre 2025 sei andato via da noi, lasciando un vuoto immenso, un vuoto che nessuno e niente potrà mai colmare.
Da quel giorno ci hai stravolto la vita. Hai spezzato la serenità di due famiglie felici: la nostra e quella che avevi costruito insieme a tua moglie Adelina, a tuo figlio Danilo e ai tuoi suoceri.
È passato un anno, ma per noi sembra ancora impossibile accettare che tu non sia più qui. Un anno di dolore, di domande, di silenzi e soprattutto di tanti perché ai quali ancora oggi non abbiamo ricevuto risposta.
Da quella maledetta giornata non sappiamo ancora cosa sia realmente successo in quella sala operatoria. Dopo un anno, non conosciamo ancora l’esito dell’esame autoptico e questo dolore è reso ancora più grande dal non sapere.
Confidiamo e siamo fiduciosi nel lavoro della Procura, perché venga fatta piena luce su quello che è accaduto e perché finalmente possiamo conoscere la verità.
Ma una cosa te la prometto, fratellò: non mi fermerò.
Come ti ho promesso, andrò fino in fondo per cercare la verità, per fare chiarezza su quella maledetta mattina e per dare un senso a tutte le domande che ancora oggi ci tormentano.
Non lo faccio per rabbia.
Lo faccio per te.
Lo faccio per Adelina.
Lo faccio per Danilo.
Lo faccio per tutta la nostra famiglia.
Perché tu meriti verità e giustizia. E noi meritiamo di sapere cosa è successo.
Vorrei soltanto che tu fossi ancora qui, che potessimo parlare, ridere, e fare le nostre sane follie.Vorrei poter sentire ancora la tua voce e poterti abbracciare.
Invece oggi posso soltanto parlarti attraverso queste parole e dirti che non ti abbiamo mai lasciato andare davvero.
Sei dentro ogni nostro ricordo, dentro ogni lacrima, dentro ogni sorriso che nasce pensando a te. Sei nella vita e nel cuore di tutti noi.
È passato un anno da quella terribile mattina, ma il tuo ricordo è vivo più che mai.
Fratellò, ovunque tu sia, continua a darci la forza di andare avanti.
Io manterrò la promessa che ti ho fatto.
Andrò fino in fondo.
Per te.
Per la famiglia.
Per la verità.
E quando finalmente sapremo cosa è successo, spero di poter venire da te con il cuore un po’ più leggero e dirti:
“Fratellò, finalmente abbiamo fatto chiarezza. Ora puoi riposare in pace.”
Mi manchi da morire.
Tuo fratello,
Francesco”










