Notizie ed informazioni di Cosenza e Provincia

Lettere 2.0: “In Calabria se non hai l’amico sei destinato ad essere figlio di un Dio minore”

Riceviamo lo sfogo di un nostro lettore:

 

 

 

“Vorrei agganciarmi ad una storia che avete pubblicato nel 2016 di un signore che ha raccontato la brutta esperienza vissuta nell’ospedale Annunziata di Cosenza.

Se volessi raccontare, per filo e per segno, il calvario di mio padre durato 4 mesi, tra l’ospedale di Cetraro e quello di Cosenza, si capirebbe come questi nosocomi, per usare una assonanza, sono peggio dei manicomi.

Questi “professionisti da lauree al CEPU” arroganti e presuntuosi, hanno tentato in tutti i modi di uccidere mio padre, non con un banale intervento endoscopico di 5 minuti ma a causa della trascuratezza avuta nei suoi confronti.

È stata una storia raccapricciante, a cominciare dall’ambulanza che per tre volte si è rifiutata di portarlo in ospedale, solo dopo le mie minacce si sono decisi.

Il posto in ospedale è miracolosamente apparso, mi vergogno a dirlo, ma, solo in seguito, ho saputo che alcuni posti erano riservati agli amici, solo dopo una telefonata di un personaggio noto.

Per fare lo stupido intervento è stata necessaria un’altra telefonata di un medico.

Morale della favola, ancora oggi, in Calabria se non hai l’amico sei destinato ad essere figlio di un Dio minore.

Aggiungo anche che mia madre 82enne, per assistere mio padre, ha dovuto noleggiare a pagamento una sedia, neppure una sdraio. Pazzesco.”

 

Lettera firmata