Riceviamo lo sfogo della nostra lettrice Fabiola:

“Sono Fabiola Senatore, una ragazza disabile, e vivo a Rende. Situazioni da “denunciare” ce ne sarebbero troppe, però oggi volevo parlare di quello che è successo venerdì, 12/06/2026, a Cosenza in occasione del concerto Rai Radio 2.
Parto dal presupposto che essendo disabile, so molto bene come funzionano determinate cose, e che per accedere ad eventi musicali, bisogna prenotare il posto, essendo che l’area dedicata è ristretta. Venerdì sera, appunto, a Piazza XV Marzo c’è stato il concerto per celebrare Rino Gaetano e avendo questa opportunità nella mia città mi sarebbe piaciuto partecipare.
Ho iniziato a leggere i vari articoli, andare sul sito del comune, ho provato addirittura a chiamare in comune, ma ovviamente senza risposta. Volevo cercare di capire come funzionasse per le persone disabili.
Finalmente trovo un articolo nel quale veniva indicato la strada d’accesso, e che sotto il palco, appunto, ci sarebbe stata un’area riservata per i disabili, senza nessuna altra indicazione, a differenza di tutte le altre persone che, così era specificato, dopo un tot non avrebbero fatto più accedere.
Mi reco in Piazza con largo anticipo, dalle forze dell’ordine vengo sballottata a destra e sinistra, finalmente sembra che stavo per parcheggiare, quando un vigile mi chiede, “HAI LA PRENOTAZIONE?”
Io rispondo di no, e che da nessuna parte si parlava di prenotazione per noi disabili, e chiedo, “dove avrei dovuto trovare il modo per prenotare?” La sua risposta: “NON LO SO”!
Fatto sta che dopo un’ora in macchina a girare per capire come poter entrare, mi viene detto “SIGNORINA, NON PUÒ ENTRARE, DEVE TORNARE INDIETRO”.
Questo sempre perché delle persone disabili non gliene frega niente a nessuno, come al solito c’è un’organizzazione che fa schifo, e ovviamente a rimetterci siamo sempre noi.
Ps: hanno pure detto alla mia accompagnatrice (prima di dirmi che servisse la prenotazione): “Signora, la lasci qua e vada a parcheggiare, COME SE FOSSI UN PACCO… Però peccato che sono io a guidare e non la mia accompagnatrice…”
Fabiola Senatore











