Lettere 2.0: “Per un padre che non c’è più… stroncato dal Covid”

Riceviamo le parole del nostro lettore Manuel, al quale ci stringiamo con affetto:

 

 

PER UN PADRE CHE NON C’È PIÙ.

Quando un padre ti viene a mancare, ti accorgi che la tua vita continuerà ad andare avanti, ma che non sarà più la stessa.
Quel punto di riferimento, base e piedistallo dalla quale è nata la tua famiglia, disposto fino all’ultimo respiro a privarsi di qualsiasi cosa per darla a te, figlio.

E Solo per infonderti pace e serenità,
per alleggerirti da ogni peso,
per stapparti un sorriso,
per vederti felice.
Sì, perchè non esiste genitore più sereno e soddisfatto di un padre o una madre che vede i suoi figli felici.

A mio padre, ai miei fratelli e sorelle. Alla famiglia più bella del mondo. Nonostante tutto!

Manuel.

Questa è la storia di Antonio Bartolotto, un padre di 72 anni, presente e premuroso stroncato dal Covid.

A Parlare è suo figlio Manuel che oggi vuole dare libero sfogo ad una triste vicenda che ha vissuto sulla sua pelle e su quella dei suoi cari.

Il suo non è di certo il primo malaugurato caso, ma ci teneva ad infondere un messaggio di solidarietà che invita a non ignorare e ad essere più sensibili e attenti a non sottovalutare la presenza di un nemico, che attualmente sta mettendo in ginocchio il mondo intero e milioni di famiglie innocenti.

Il virus c’è, il virus esiste!!
…e non è affatto paragonabile ad una semplice influenza. Ti colpisce e ti debilita. Se sei fortunato non lo senti (ma comunque è al tuo interno) e se invece ti dice sfortuna ci rimetti la vita, il tuo dono più prezioso donato da Dio.

Oggi soprattutto sui social si leggono molti commenti e notizie di tutti i tipi, che ci portano a destare confusione, terrorismo mediatico, cattiva informazione. Mio padre si spaventava di fare il vaccino per via della confusione che hanno creato tra vaccini di seria A o serie B. Adesso più che mai bisogna fare attenzione alla cattiva comunicazione.

Il nostro obiettivo comune è quello di uscire al più presto da questa triste e disagiata situazione, vogliamo debellare il virus e ognuno ha le proprie sacrosante ragioni, nell’esigere di voler tornare al più presto alla normalità. Io stesso che faccio parte della categoria più colpita (lavoratori dello spettacolo), pur consapevole che c’è chi sta peggio di me, spero in un maggiore sostegno dallo stato, ma posso assicurarvi che la perdita o la malattia di qualcuno non ha assolutamente lo stesso valore.

I propri cari non ritornano più indietro, insieme possiamo ricostruire e sostenerci, in qualsiasi momento.
Lo svago e il divertimento? Moriamo tutti dalla voglia di tornare a farlo, ma tutto questo può aspettare, se serve a salvare anche solo una vita in più.

Spero in un cambiamento solidale, in un mondo migliore. Per tutti noi e per le future generazioni.

Diffondiamo amore e gesti affettuosi, nonostante tutto. La gentilezza e l’altruismo può migliorare le giornate ai più bisognosi. L’odio e la guerra non ci appartengono!

Manuel Bartolotto